Andrea Cassetta
Melodie Impolverate

2017, Autoprodotto
Pop/Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 04/06/18

Un titolo geniale come "Melodie Impolverate" potrebbe creare confusione, con il pensiero che balza subitaneo a immagini di dischi dimenticati in qualche magazzino o in cattivo odore di antiquariato. Nulla di tutto questo: il secondo lavoro solista di Andrea Cassetta, eclettico cantautore romano altresì noto per l'originale progetto audio-visivo Dove I Pesci Affogano, fonde l'agilità del pop radiofonico e gli spigoli del rock di Seattle in un lotto di brani connessi dal filo conduttore del Tempo e dalle improvvise e complesse trasformazioni che il suo scorrere inevitabilmente determina. I testi si addentrano nelle difficoltà del quotidiano, scavano nel sociale quanto nell'individuale, si fanno carico delle ansie della modernità, si aprono alla catarsi delle emozioni più semplici: un'opera fresca e dalle spiccate qualità eufoniche, privo della corrosione glicemica e del vacuo scintillio che sovente anima certa produzione italiana e internazionale e invece portatrice sana di un sound persuasivo e coinvolgente, capace di attingere alle armi seducenti della melodia conservando la scorza bruciante dell'elettricità.
 
 
Si parte con "Sirena", pezzo dall'abbrivio punk, veloce e immediato, giocato su un giro di chitarra essenziale e tagliente che in "Giorni Passati" si dilata e si irrobustisce, decelerando in ossequio al mood malinconico di sogni continuamente rincorsi, sbiaditi e forse recuperabili, mentre un'incantevole dialettica tra dolcezza ipnotica e lancinante asperità caratterizza "Daphne", traccia che si immerge nelle pieghe sofferenti della transfobia denunciandone con impeto le tristi conseguenze. Se il ritmo intenso e i bpm rabbiosi di "Vite A Tempo Determinato" sembrano quasi prendere di petto le annose problematiche del precariato, "Fuliggine" assume le tinte di una dark ballad dai toni sommessi che cresce sino al sublime fragore degli archi posti a sigillo di un finale liberatorio.
 
 
La tematica dell'amore affrontata senza triti sentimentalismi lega la loquacità brit di "Remberries" e la serenità dissonante di "Au Revoir Paris", laddove "La Prossima Estate" si adagia sulla leggerezza vellutata della stagione più calda sciorinando amarognole essenze flower power. Il sample del battito cardiaco della figlia dell'artista registrato durante un'ecografia in gravidanza costituisce l'ossatura vagamente tropical su cui si regge "Zoe"; a seguire l'acustica "Lifetime" sorprende per la cadenza sincopata e tintinnante, ma si torna a riflettere con "Bataclan Night" e la condanna dell'intolleranza religiosa. Synth, voce e cori tribali accompagnano le percussioni afro di "Grida Mute", acquatico viaggio sui sentieri lungo i quali serpeggiano gli ipocriti: una chiusura inaspettata e gradita che arricchisce di ulteriori sfumature gli umori agrodolci dell'album.
 
 
Passo avanti dunque per Andrea Cassetta rispetto all'esperienza diaristica di "Vorrei Essere Come Te" (2009): "Melodie Impolverate" testimonia la maturazione di un autore oramai adulto, capace di regalare profondità cinematografica a un percorso musicale sfaccettato, che guarda oltreoceano piuttosto che alla tradizione nostrana. Lo studio delle prospettive di un polistrumentista "stronger than yesterday".
 
 
Ascolta qui lo streaming del disco! 




01. Sirena
02. Giorni Passati
03. Daphne
04. Vite A Tempo Determinato
05. Fuliggine
06. Remberries
07. Au Revoir Paris
08. La Prossima Estate
09. Zoe
10. Lifetime
11. Bataclan Night
12. Grida Mute

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