Epica
Omega

2021, Nuclear Blast
Symphonic Metal

Il sestetto si discosta dal capitolo più recente The Holographic Principle, ma continua il proprio viaggio senza esitazioni.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 25/02/21

Dopo quasi vent'anni prolifici e colmi di pubblicazioni, per la prima volta gli Epica si sono presi una lunga pausa. Complici anche la pubblicazione di un paio di EP e il decimo anniversario di "Design Your Universe", il sestetto olandese ha aspettato quasi 5 anni dall'ultimo "The Holographic Principle" prima di tornare sulla scena e questa pausa molto più lunga e corposa delle precedenti non è casuale. Sarebbe esagerato definire "Omega" come una svolta, ma ad ogni modo la band ha deciso in questo caso di mischiare leggermente le carte in tavola, sia per quanto riguarda la composizione dei brani, per i quali mai come in questo caso i sei hanno lavorato insieme, sia per un minimo cambio di rotta rispetto al sound sentito e apprezzato nell'album precedente.

 

Tranquillizziamo subito i fan: gli Epica fanno gli Epica anche in questo nuovo lavoro e le fondamenta del loro sound così caratteristico che intreccia death e symphonic metal, equilibrando violenza e melodia, rimangono intatte. Quello che cambia è forse una leggera apertura verso strutture più semplici e formule più orecchiabili, oltre che all'inserimento di pochi nuovi elementi, i quali, dosati in modo corretto, riescono a dare la giusta freschezza ai brani. Come dichiarato dallo stesso Mark Jansen ai nostri microfoni, "Omega" sembra collocarsi a metà strada tra "Design Your Universe" e "The Quantum Emigma", forse protendendo di più verso quest'ultimo, smussando gli angoli e tralasciando in molti casi le componenti più dark ed estreme del loro arsenale. I pezzi che si susseguono sono decisamente band-oriented e indicano chiaramente l'affiatamento che il sestetto ha ormai raggiunto.

 

Dopo la consueta intro orchestrale "Alpha - Anteludium", gli Epica decidono di far acclimatare l'ascoltatore con "Abyss Of Time", singolo prototipo che racchiude tutti gli aspetti che ben conosciamo della band. Le prime novità arrivano con l'interessante "The Skeleton Key", pezzo più lento, cadenzato e dark, nella quale fa capolino anche un coro di bambini inserito perfettamente nell'atmosfera oscura evocata dal brano. Influenze dalla musica orientale permeano invece "Seal Of Solomon" e "Code Of Life": la prima si erge tra gli episodi migliori grazie al perfetto equilibrio tra velocità, sferzate viscerali e melodia, mentre la seconda risulta più vellutata e, complice la presenza dei vocalizzi di Zaher Zorgati, ricorda effettivamente alcuni brani dei Myrath. Come già affermato, l'affiatamento tra i componenti della band si percepisce in tutte le tracce, che vengono spesso costruite sull'alternanza tra furia e carezze, ben rappresentata dai duetti tra la ormai magnifica voce di Simone Simons, calda quanto rassicurante, e la furia cieca del growl di Mark Jansen, protagonista anche per quanto riguarda le sei corde insieme a Isaac Delahaye, con diversi assoli.

 

Pezzi più convenzionali e senza spunti troppo interessanti sono "Gaia", "Freedom" e "Twilight Reverie", mentre colpisce nel profondo la dolce ballata "Rivers", con Simons protagonista assoluta. Come da miglior tradizione, sono i pezzi più lunghi e articolati a guadagnarsi lo scettro di migliori del lotto. "Kingdom Of Heaven, part 3" continua la saga iniziata con il brano di "Design Your Universe" e, attraverso i suoi 13 minuti, rappresenta uno splendido affresco in grado di rappresentare gli Epica in tutta la loro magnificenza; la conclusiva title track dosa invece perfettamente elementi provenienti da contesti più moderni, soprattutto per quanto riguarda il lavoro sulle sei corde, unendo solennità, teatralità, furia e melodie orecchiabili.

 

La compagine olandese continua nel proprio viaggio senza perdere colpi, ma, in questo caso, rallentando un po' il passo. "Omega" è un album compatto in cui ottime intuizioni e brani efficaci vengono intervallati, in alcuni casi, da pezzi che non presentano lo stesso mordente degli altri e si perdono in soluzioni senza infamia e senza lode, che si limitano a portare avanti l'album. Certo, niente di grave per una band che ci ha abituato a standard ottimi e che in 8 album è riuscita ad esplorare e proporre varie sfaccettature di uno stesso genere senza quasi mai riciclarsi: anche in questo caso la bandiera degli Epica continua a sventolare alta nel cielo.





01. Alpha - Anteludium
02. Abyss Of Time - Countdown To Singularity
03. The Skeleton Key
04. Seal Of Solomon
05. Gaia
06. Code Of Life
07. Freedom - The Wolves Within
08. Kingdom Of Heaven part 3 - The Antediluvian Universe
09. Rivers
10. Synergize - Manic Manifest
11. Twilight Reverie - The Hypnagogic State
12. Omega - Sovereign Of The Sun Spheres

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