The Mute Gods
Do Nothing Till You Hear From Me

2016, InsideOut
Prog Rock

Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 07/02/16

Bislacche trecce bionde, trent'anni di attività a cavallo tra pop ottantiano e prog più o meno moderno (da solida spalla di Steve Hackett e Steven Wilson), ma soprattutto abilissime dita che lo hanno consacrato come uno dei più incredibili e originali bassisti dell'intera scena: Nick Beggs è un personaggio senz'altro interessante, e dunque la prima creatura della sua nuova band (The Mute Gods, che vedono Marco Minnemann alla batteria e Roger King alle tastiere) non può che suscitare grandissima curiosità a chi s'accinge ad ascoltarla.

 

Scongiurando il rischio d'essere contagiato e sopraffatto dalle idee prog wilsoniane, "Do Nothing Till You Hear From Me", fin dalle prime note, colloca il calibrato percuotere delle corde di Beggs (sempre inconfondibilmente secco e metallico) in un'orbita giocosa e assolutamente amarcord, che si lascia accattivare e stuzzicare dal pop-rock ottantiano. Le vocals offerte dallo stesso Beggs (a essere onesti non un vocalist eccellente, ma in ogni caso sempre funzionale al fluire del mood dell'album) raccontano panorami distopici e romantici rammarichi incanalandoli in refrain accattivanti e facilmente canticchiabili, mentre infrastrutture decisamente groovy accolgono alla perfezione montagne di riuscitissime atmosfere tastieristiche (assoluto highlight l'epicità della mini-suite "Swimming Horses").

 

Proponendo svariate declinazioni di un tema non troppo innovativo, "Do Nothing Till You Hear From Me" trova forse la sua forma migliore quando i tempi si fanno più dilatati e le sonorità più soffuse: se la conclusiva "Father Daughter" è forse un po' troppo stucchevole (con il suo testo strappalacrime e il co-singing della figlia di Beggs, artista synth-pop) la leggera ironia del pop-rock di "Nightschool For Idiots" e la morbidezza in ottave basse di "Last Man On Earth" si propongono come momenti più memorabili dell'intero lavoro. Un album che comunque non scende mai sotto un livello qualitativo decisamente alto, e che riesce sempre a compensare, grazie a una maestria mai fine a se stessa agli strumenti, qualche piccolo calo di originalità.





01. Do Nothing Till You Hear From Me
02. Praying To A Mute God
03. Nightschool For Idiots
04. Feed The Troll
05. Your Dark Ideas
06. Last Man On Earth (Bonus Track)
07. In The Crosshairs
08. Strange Relationship
09. Swimming Horses
10. Mavro Capelo (Bonus Track)
11. Father Daughter

Speciale
L'angolo oscuro #22

Speciale
FM - Tough It Out Live

Speciale
The End Machine - Phase2

Recensione
Primal Fear - I Will Be Gone [EP]

Recensione
Nad Sylvan - Spiritus Mundi

Intervista
Stranger Vision: Ivan Adami, Riccardo Toni