Vittorio De Scalzi
L'Attesa

2018, Aerostella
Cantautorato

L'Attesa è il nuovo disco di Vittorio De Scalzi, una raccolta di inediti pop di un cantautore raffinato e benedetto da talento ed esperienza inimitabili.
Recensione di Valerio Cesarini - Pubblicata in data: 06/06/18

Nella scena musicale italiana, col passare del tempo, l'affinarsi delle esperienze e l'evolvere del business, si delineano sempre più chiari due filoni, distinti e peculiari. I giovani fenomeni del momento, inspiegabili, sempre più estrosi e fuori dai canoni, e i "mostri sacri", pietre del passato, salde e sicure nella loro posizione mistica. E mentre questi ultimi invecchiano, si induriscono, sempre più circoscritti risultano i loro nomi.  Ma una scena fervida e piena come la musica italiana, com'è logico pensare, non si ferma ai soliti quattro nomi; dietro c'è molto più di quanto sembra, dalle radici della storia alle mani sapienti dietro innumerevoli capolavori. Dal progressive rock degli anni '60 con i New Trolls alle musiche di Lucio Dalla, Anna Oxa, Ornella Vanoni: Vittorio De Scalzi è un nome imprescindibile della storia e del presente di un mondo purtroppo sempre più evanescente.

 


Con L'Attesa, il cantautore genovese afferma le sue radici biforcate fra la musica di condivisione, il virtuosismo del prog, e la raffinatezza di una scrittura d'autore addolcita dalle carezze dell'età. E' proprio quest'ultimo aspetto che viene sublimato nella composizione di un disco solista, solista e da solo in tutto e per tutto: il Vittorio De Scalzi cantautore naviga nella sua anima più classica, pop se vogliamo, moderna e limpida. Come De Scalzi racconta nella sua lunga intervista, L'Attesa è un titolo eloquente per una produzione che arriva dopo quasi dieci anni di fatiche dall'ultimo disco "Gli Occhi Del Mondo"; è una raccolta eterogenea che non deve e non vuole avere etichette, è la produzione emancipata di un autore a ruota libera, di un professionista capace di comporre, suonare e produrre un disco interamente da solo.

 

Apre il disco la titletrack, nonchè primo singolo, perla fra il moderno e il mediterraneo, minimalista e dal sapore cantautorale impreziosito da una chitarra splendida, ovviamente dello stesso De Scalzi. Ermetica e fiorita, L'Attesa, unico brano prodotto da Zibba, unisce un testo immaginifico ma diretto alla voce incredibilmente sempre più fluida e potente dell'autore genovese, e si attesta certamente fra i brani più validi ed emblematici dell'album. Raffinata e moderna allo stesso tempo, sapori di esperienze classiche e visione sul futuro. Il che non è forse tratto comune a tutti i brani proprio perchè De Scalzi volutamente si prende la (meritata) libertà di proporre tutta la musica che preferisce. Ecco spiegato il carattere blues classico e verace di "Ordinary Pain", così come la scelta di proporre due brani in inglese: l'inglese suona meglio, perchè non usarlo.

 

Blues rock e pop cantautorale sono forse le due principali influenze nel disco, esplorate a fondo: se brani come "Non Si Può" hanno un sapore quasi sanremese (ma non parlate di Sanremo a Vittorio), una intimità delicata e ragionata, altre ballad come "You Were Trusting Me" percorrono i territori più smooth del blues, con le onnipresenti chitarre e armonie vocali alla Motown. E allora risulta perfettamente riuscito l'intento di De Scalzi di realizzare semplicemente una grande raccolta di brani, ciascuno autoconclusivo e tutti legati semplicemente dalla forza espressiva dell'autore. Se ciascun brano potrebbe tranquillamente meritare svariate righe di descrizione, mi si permetta di soffermarmi particolarmente su due gemme nell'Attesa: "Pino" e "Come Acqua Chiara".

 

Eloquente dedica, il blues mediterraneo vede De Scalzi quasi parlare col compianto "Pino" Daniele, dichiarando la sua non celata ammirazione dietro l'uso degli strumenti tanto cari al bluesman di Napoli, e cioè la chitarra nylon e la chitarra elettrica, la dolcezza e la veracità intrecciate insieme, la delicatezza e la forza della terra partenopea. "Come Acqua Chiara" è invece l'altro singolo estratto dal disco; ennesimo esempio di ballad moderna ma dagli echi familiari, complessa e strutturata, dall'arrangiamento avvolgente e il ritornello suadente. Come tutto il disco, non l'imitazione dei suoni di un tempo, ma la vera storia, ancora la stessa voce e la stessa penna che hanno cantato e scritto nella storia di quanto abbiamo ascoltato fino ad oggi, e che ancora hanno inchiostro per firmare con un nome tanto ascoltato ma forse letto troppo poco dal grande pubblico: Vittorio De Scalzi.





01. L'Attesa

02. Squali

03. Ordinary Pain

04. Giorni Di Vento

05. Una Parola

06. Come Acqua Chiara

07. Non Si Può

08. Pino

09. You Were Trusting Me

10. Anima Senza Padroni 

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