Drive Me Dead
Who's The Monster

2018, Autoprodotto
Punk/Rock'N'Roll

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 03/02/18

Un immaginario da comic book e film dell'orrore impregna dal punto di vista grafico e testuale la proposta dei Drive Me Dead, giovane gruppo italiano all'album di debutto dopo l'EP omonimo del 2015: "Who's The Monster" si caratterizza per un utilizzo di disparate fonti cinematografiche e letterarie al fine di costruire episodi splatter, grotteschi e romantici nell'ottica di un divertissement fumettistico che rivolge lo sguardo alla realtà fantastica di Dylan Dog come alle opere di George A. Romero.

 

Ad accompagnare zombie, mostri e fantasmi calati in un quotidiano ricco di apparenze e sorprendenti inversioni di prospettiva, provvede un punk'n'roll rotondo e tinto di sfumature garage che cita gli Hellacopters e i Backyard Babies evitando di cadere troppo nella trappola dell'emulazione asfittica, pur contraendo da essi debiti evidenti. Ritornelli accattivanti, cori da party in piscina, creature orribili che compaiono alle spalle di coppiette in amorevole solitudine: si balla e si salta, con gli occhiali da sole al buio e long drink lanciati in aria, mentre il singer Gento Lugosi racconta con ghigno astuto eppure carezzevole storie tra l'ironico e lo spaventoso.

 

Il refrain adrenalinico di "Freak" si stampa immediatamente nelle sinapsi al pari di "Between Life And (Un)death", pezzo dalle solari aperture melodiche che si incastrano perfettemante nel progredire a tambur battente della sezione ritmica; "Bleeding Zombie" tracima in un hard rock non particolarmente spigoloso, con il frontman impegnato in una prestazione maggiormente aggressiva che tocca il proprio apice nella celere "Lemmy's Ghost", omaggio ai Motörhead tanto nelle liriche quanto nell'approccio speed tipico della leggendaria band statunitense. Fa capolino il rockabilly preysleriano riletto in chiave heavy in "Your Worst Nightmare", mentre "Zombies Don't Run" si avvale di un intercalare continuo del titolo, quasi a ricordare il passo alla moviola dei morti viventi di fine anni '60. Si nota tuttavia una certa stanchezza nel songwriting nella coppia "A Monster/The Monster" e "Dear Dead": sebbene i ritmi restino energici e l'atmosfera da festa spensierata non manchi di suscitare cenni di approvazione, complessivamente si assiste al ricorso dei medesimi schemi delle tracce precedenti, senza particolari guizzi o variazioni. Chiude il lotto la cover di Bryan Adams "Summer Of 69", celebre brano interpretato da innumerevoli artisti e presentato dai nostri in una veste sleaze divertente e stradaiola.

 

Esordio dunque soddisfacente per i Drive Me Dead, autori di un lavoro in grado di fungere da soundtrack cinematica per horror movie post-adolescenziali: nonostante un pugno minore di brani avrebbe impedito la presenza di qualche filler e giovato alla coesione del platter, non si può negare comunque al quartetto la capacità di coinvolgere e intrattenere l'ascoltatore conducendolo nel mezzo di vicende di ordinario surrealismo: chiedendosi davvero "Who's The Monster".





01. Freak
02. Between Life And (Un)death
03. Bleeding Zombies
04. 25th Of December
05. Lemmy's Ghost
06. Your Worst Nightmare
07. Zombies Don't Run
08. A Monster/The Monster
09. Dear Dead
10. Summer Of 69

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