Year Of The Goat
The Unspeakable

2015, Napalm Records
Heavy / Prog Rock

Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 17/07/15

Per una volta, partiamo dalla fine: "The Unspeakable", da un punto di vista squisitamente musicale, è un gran disco. Un grandissimo disco. Un grandioso disco. Costruito sulle solide basi dell'heavy rock psicologicamente instabile dei '70 e dei primi '80, nobilitato da inserti chitarristici solistici per i quali si può anche tirar fuori la parola "prog", e reso concreto da sciabolate in overdrive, il secondo album degli Year Of The Goat mostra un sound che sa attingere a piene mani dal meglio degli ultimi decenni per ricreare un sound avvincente e talora anche divertente, una ventata d'aria fresca nello stagnante panorama attuale.

E a metterlo inchiaro sono i riff arrotondati che guidano fino al pittoresco ed esaltante ritornello dell'introduttiva opener "All He Has Read", dodici minuti di godereccio, nudo e crudo heavy. O i surreali falsetti e l'andazzo teatrale (particolare e sostanzialmente impeccabile la prestazione al microfono di Thomas Sabbathi) del main single "The Emma". O ancora le bordate un po' più epiche e un po' HIM (tra basso morbido, tastiere acute e mormorii in ottava bassa) di "The Wind".

Ma.

Ma il fatto è, che, arrivati alla conclusiva "Riders Of Vultures" e al sermone sui suoi tre quarti, ci si rende conto di cosa effettivamente quel pezzo è. Un sermone, per l'appunto. Inneggiante a Belzebù. E' una scoperta (ovvio, uno avrebbe potuto anche dare un occhio alle foto promozionali della band e vederli orgogliosamente reggere teschi di capre... ma ipotizziamo che non lo si sia fatto) che lascia sbigottiti al pari di quando si sente un pezzo di Lady Gaga riletto in chiave thrash metal: gli Year Of The Goat cantano del Demonio con testi che farebbero luccicare gli occhi truccati di King Diamond, ma con la luminosa giovialità dei più allegri Bigelf.

Non è un ostacolo insormontabile, in fondo. Magari di inglese non parlate una silaba e un testo vale l'altro, magari, come i Rolling Stones, simpatizzate anche voi per l'Innominabile. In questi casi, aggiungete pure un punto e mezzo al voto che trovate qui sotto e ragionate di conseguenza: "The Unspeakable" deve essere vostro. Davvero, deve. Altrimenti, valutate quanto sia nelle vostre capacità scindere comparti musicali eccelsi da testi molto difficilmente apprezzabili.



01. All He Has Read
02. Pillars Of The South
03. The Emma
04. Vermin
05. World Of Wonders
06. The Wind
07. Black Sunlight
08. The Sermon
09. Riders Of Vultures

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