Buon rock con piccole e giuste dosi di elettronica. Soprattutto, un sound corposo che pur non portando nulla di particolarmente innovativo, riesce a coinvolgere ed intrigare. Gli Huno vengono da Cuneo e pubblicano “Spessi Muri Di Plastica”, un EP di sei brani ben suonati e ben confezionati, in bilico tra la lezione impartita dal rock alternative italiano degli ultimi dieci anni e leggere increspature grunge che si lascia apprezzare di minuto in minuto.
Il disco mostra chiaramente i due volti del gruppo: la title track, “Giorno Grigio” e “In Duello Libero” sono brani dalla buona energia, con un bel tiro ed una voce sporca che lascia traspirare le influenze di Nirvana e Verdena, mentre “Pioverà”, “Profonde Tracce” e la conclusiva “Le Mie Mani” stendono il velo malinconico e più riflessivo dei Nostri. In particolare “Profonde Tracce” risulta essere una sorprendente ballad melanconica, densa d’atmosfera plumbea ed evocativa, con un testo davvero molto ben scritto, probabilmente il momento più alto ed emozionante del lavoro.
“Spessi Muri Di Plastica” è un bel biglietto da visita per gli Huno, in quanto è sempre piacevole da ascoltare. Non innova ma personalizza ciò che già è stato proposto da altri, unisce bene le influenze principali degli autori.






