Pino Scotto
Codici Kappao'

2012, Valery Records
Hard & Heavy

Rock, parole chiare e Jack Daniel's: Pino Scotto torna col suo stile inconfondibile.
Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 25/05/12

Pino Scotto è come il Jack Daniel’s: le caratteristiche sono sempre quelle, la ricetta non ha subito cambiamenti, quindi sai cosa aspettarti. Ecco dunque che “Codici Kappaò” offre esattamente tutto ciò che ci si aspetta da un lavoro del rocker d’origini campane: testi che si scagliano contro la classe politica e chi cerca di fare il “furbo”, contro i reality show e più in generale contro la superficialità dilagante nel Bel Paese, ed un bel numero di collaborazioni a suon di rock vecchia scuola.


L’album si snoda tra l’energia dell’opener “Signora Del Voodoo”, della title track e di “Business Trash” ed episodi dall’ampio respiro blues come “Festa E Croce” e di southern stile Lynrd Skynrd di “La Terra Ha Il Suo Respiro”, fino ad arrivare a punte di buon classico Heavy Metal con “Work In Regress”. Compare anche una roboante cover di “Meno Male Che Adesso Non C’È Nerone” in collaborazione con lo stesso Bennato: una rielaborazione grintosa, che non stravolge il brano ma che anzi amplifica lo spirito energico e coinvolgente dell’originale. Tutto perfetto dunque? Non proprio: se il vecchio duetto con il rapper J-Ax era strano ma tutto sommato godibile, il brano “Pino-Occhio” con i Club Dogo scimmiotta un po’ troppo “Walk This Way” di Aerosmith e Run DMC, mancando l’appeal giusto per risultare quantomeno interessante. Poco convincente anche “Funambolo Retrò”, collaborazione con i Modena City Ramblers: lodevole il tentativo di unire due mondi musicali molto diversi, troppo diversi tuttavia per creare qualcosa di veramente buono. Semplicemente, la voce di Pino Scotto non si concilia minimamente con lo stile dei Ramblers.


Ad aggiungere valore (e a risollevare in parte il comunque godibile lavoro in studio) alla proposta musicale ci pensa il secondo CD: “Live Rock... For Belize”, istantanea sonora del concerto tenutosi nell’agosto 2011 a Codroipo per raccogliere fondi per il progetto ONLUS Rainbow. Grazie ad una produzione essenziale ed attenta, il supporto ottico restituisce la grinta e l’energia tipica degli show di Pino, e tra una storica “Get Up, Shake Up”, una “Spaces And Sleeping Stones” ed una più recente “Come noi” non mancano i consueti attacchi contro la situazione italiana e contro talent show vari. Da menzionare anche la conclusiva cover di “Still Got The Blues” per omaggiare Gary Moore, eseguita assieme alla band del chitarrista blues veneto Tolo Marton: asciutta, essenziale, sincera.


“Codici Kappaò” dona, o meglio, scaglia tutto ciò che ci si aspetta da un album di Pino Scotto: denuncia sociale, insofferenza contro la musica di massa e contro i politici, strenuo amore per il rock’n’roll. Se già amavate Pino scotto, continuerete ad amarlo, se lo odiavate, neppure questa volta cambierete idea. Un po’ come il Jack Daniel’s.





CD 1

01. Signora Del Voodoo
02. Meno Male Che Adesso Non C'è Nerone (feat. Edoardo Bennato)
03. Codici Kappaò
04. Festa & Croce (feat. Aida Cooper)
05. Mayday
06. Pino...Occhio (feat. Club Dogo)
07. Angus Day (Forever Young)
08. Business Trash
09. La Terra Ha Il Suo Respiro
10. Work In Regress
11. Funambolo Retrò (feat. Modena City Ramblers)

CD 2: Live... Rock For Belize

01. Quore Di Rock 'N' Roll
02. Get Up Shake Up
03 Fighter
04. Morta È La Città
05. Spaces And Sleeping Stones
06. Tempi Lunghi
07. Che Figlio Di Maria
08. On Fire
09. Piazza San Rock
10. Come Noi
11. Diatribal Rock
12. Il Grido Disperato Di Mille Band
13. Still Got The Blues (feat. Tolo Marton Band)

Recensione
The Smashing Pumpkins - Cyr

Intervista
Amahiru: Frederic Leclercq

Intervista
Marathon: Mark Kelly

LiveReport
Architects - Live at the Royal Albert Hall - Londra 21/11/20

Speciale
Videointervista - Moonlight Haze

Recensione
Iron Maiden - Nights Of The Dead - Legacy Of The Beast, Live In Mexico City