Amor Fou
100 Giorni Da Oggi

2012, Universal
Indie Rock

Ennesima trasformazione totalitaria per gli Amor Fou. Sì, ma l'emozione?
Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 05/06/12

Che gli Amor Fou siano diventati, all'alba del terzo inciso in studio, il sogno erotico più “segreto” degli hipster italiani non deve affatto sorprendere: partiti con un manifesto estetico ispirato alla plastica ed elegante elettronica dei Kraftwerk e scena affine, con lo scorso “I Moralisti” i Nostri hanno saputo anticipare la moda “retro-indie”, pescando a piene mani dal cantautorato italiano degli anni ’60 ed infondendo nuova linfa al tutto grazie ad una personalissima rilettura di genere a base di una malinconia tagliente. Oggi, in piena coerenza con la retrologia che da sempre muove il quartetto milanese, nasce questo “100 Giorni Da Oggi”, e si torna nuovamente negli ‘80s a saccheggiare ispirazione, con lo sguardo, però, volto verso la seconda metà del decennio d’oro della musica, quando tutto era allo stesso tempo più splendente e decadente: più wave e synth pop in parole semplici, o più M83 che Neu!. Se la virata sonora è assai sorprendente anche se non originale – in un decennio musicale che urla “80!” da tutti i pori – è assai più interessante il tema alla base del lavoro: le idee dei giovani d’oggi raccolte attraverso i social network (ed i 100 giorni di condivisioni multimediali su Tumblr come mega-teaser continuo di quanto raccolto), una quantità massiva di input finiti nel cervello del buon Raina, e da esso finemente macinati per essere estrusi con efficacia dalla bocca del vocalist tramite liriche che, seppure assai altisonanti in molti frangenti (da cui il paragone con Battiato, anche per la smaccata attitudine all’apertura sulla vocale), sono semplicemente splendide e perfette, certamente la portata vincente del ricco pranzo nel loro essere così circostanziali sul nostro attuale presente, la disillusione, il precariato e l’energia latente che, ciononostante, continua a perseverare nello sfondo.

Ora: dove cominciare ad elencare i problemi di un disco in cui il capace Rescigno porta più avanti i synth che la batteria? Si potrebbe dire che il problema principale siano i presupposti: per essere un lavoro che vorrebbe suonare pop, il groove pop qui è assai scarso. Per carità: gli Amor Fou credono così fortemente in questa loro svolta totalmente basata sull’universo e sull’impeto giovanile, che loro stessi si sono trasformati in una sorta di copia emo-MTV alike tutta magliette fluo attillate e capelli a spazzola (addio piastra, come ama ricordare Raina nelle interviste), ma non basta tutta questa apparenza, ci vuole anche concreta sostanza, e su questo lavoro lo spirito arty è decisamente preponderante rispetto all’emozione melodica. L’esatto opposto di quanto accadeva su "I Moralisti", insomma, dove il pretesto artistico era un orpello che si poteva benissimo svestire dal disco per far spazio alla più pura ed emozionale visceralità, il che si traduceva in una grandissima trasversalità d’ascolto. “100 Giorni Da Oggi”, invece, suona assai ipocrita – per non dire peggio: paraculo – nel voler compiacere unicamente gli hipster (meraviglioso termine giornalistico così English and cool che, ridotto all’osso, al sottoscritto piace tradurre come: “fighetta filo-alternativa snob”), che si ritrovano per le mani e per le orecchie un disco che possono svendere come “pop” all’amico di bassa cultura musicale, salvo compiacersi loro stessi della loro superiorità nel momento in cui l’amico “basso”, ma foriero di grandi verità, farà notare all’hipster che il disco non solo non è pop, ma neanche tanto bello. Colpa, soprattutto, dell’assenza di autentici capolavori, che erano la regola ne “I Moralisti”: qui giusto il singolo “Alì”, con quelle percussioni sintetiche che sanno un poco di Africa (recente meta spirituale di Raina), ed “I 400 colpi”, con quella rilettura del moderno rock’n’roll made in Canada (leggi: Arcade Fire) in salsa wave, convincono a prescindere. Il resto rimane confinato in una sorta di referenzialismo indigesto ed assai sterile di emozione, nonostante l’opulenta ricchezza tematica e la certosina ricerca sonora di ciascun brano che va a comporre la scaletta.

Insomma, a giudicare il prodotto dalla copertina, “100 Giorni Da Oggi” potrebbe benissimo essere considerato come il capolavoro degli Amor Fou; tuttavia, la band non se ne abbia troppo a male se sopravvive ancora una branca della critica musicale che, ad una presentazione sì sfavillante, ama abbinare una viscerale emotività in fase di ascolto, e se si arriverà a concludere la nostra recensione scrivendo che questo ultimo inciso in studio rappresenta un notevole passo indietro per una band che, due anni fa, ha partorito uno dei dischi italiani più notevoli del decennio.

Perché hipster sarà sì bello, ma essere emozionati lo è ancora di più.

P.S. Il sottoscritto si augura fortemente di avere scritto la parola “hipster” nel presente articolo un numero sufficiente di volte da compiacere gli hipster. Se così non dovesse essere, il sottoscritto si scusa con gli hipster, e fa notare agli hipster che solo in questo capoverso la parola è contenuta ben quattro volte.




01. Gli Zombie Nel Video Di Thriller
02. Alì
03. Goodbye Lenin
04. Vero
05. Una Vita Violenta
06. I 400 Colpi
07. La Primavera Araba
08. Padre Davvero
09. Le Guerre Umanitarie
10. I Volantini Di Scientology
11. Forse Italia
12. Radiante
13. Tigri (The Song)

Speciale
L'angolo oscuro #12

Intervista
Jakko Jakszyk: Jakko Jakszyk

Recensione
Bruce Springsteen - Letter To You

Recensione
Fever 333 - Wrong Generation

Intervista
Cindy Blackman Santana: Cindy Blackman Santana

Speciale
L'angolo oscuro #11