Confield
Confield

2012, RBL Music Italia
New Wave

Recensione di Alberto Battaglia - Pubblicata in data: 24/06/12

L'artista Fluxus George Brecht amava affermare che è molto più difficile essere il nono a fare una cosa piuttosto che il primo, perchè, allora, quella cosa devi farla davvero bene. In questo senso si può dire che il lavoro di ri-ripresa new wave dei romani Confield non sembra poi così facile: come superare Editors, Interpol, come oltrepassare gli ovvii confronti con i Joy Division e uscirne comunque indenni? Come direbbe Brecht: "facendo le cose davvero bene", appunto; ed eccoci accontentati con questo album d'esordio.


Innanzitutto canzoni di facile impatto melodico, che seguono le cupe coordinate di ascendenza post-punk coi bassi in primo piano, ma arricchite anche di quelle chitarre riverberate che riportano alla mente gli anni d'oro degli U2; la voce, infine, risente del timbro curtisiano che da sempre contagia questo filone. Le belle composizioni giustificano da sole l'ascolto, che risulterà quindi molto gradevole a tutti gli affezionati del genere. Il singolo "Hydden Away" è uno di quei brani che non si possono che definire completi di tutto ciò che serve: ritmo incalzante, coinvolgente e vario, ritornello che prende all'amo. Di fornte a  questo lavoro certosino si possono certo imputare le controindicazioni che un lavoro manierista porta con sè: la percezione del "bello" che, purtuttavia, non esce dallo schema delle proporzioni e della prospettiva. Ad esorcizzare in buona parte queste impressioni ci pensano gli highlights di "One Morning" e "Resolution". La prima oscilla tra un giro cupo di basso che scandisce la strofa (lo stesso di "Decay" dei Ride) e un ritornello lirico dal sapore ottantiano, la seconda ha invece un aspetto più pop: non fosse per le scelte timbriche dell'arrangiamento e della voce potrebbe essere anche scambiato per un pezzo dei Calling. Più affine invece al nichilismo post-punk brani come "Our Room" o "Big Big Bang", sempre senza rinunciare, comunque, all'aggancio melodico. Non si può che notare come nel complesso la qualità strumentale sia raffinata in ogni frangente, il che si traduce anche in poca "ruvidità": avvertiti quindi i cuori innamorati delle declinazioni lo-fi di questo genere.


Sarà sufficiente un album molto buono come questo a rompere i rischi di assimilazione ad altre realtà? Non siamo veggenti. Vi basti sapere, in ogni caso, che qui sopra troverete roba buona.





01. Shortcuts To Happiness
02. One Morning
03.Hidden Away
04. Resolution
05. Jungle Camp
06. Big Big Bang
07. One Room
08. Nightbus Lovers
09. No Man's Land
10. White Ribbon

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