Fallingice
Meatsuit

2010, UK Division Records
Metalcore

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 03/07/12

C’era un genere musicale, a cavallo tra il 2009 ed il 2010, che era molto gettonato qui su SpazioRock, ed era il cosiddetto “metalcore”, ovviamente nella sua declinazione più melodica ed MTV-friendly. Cosa buffa che succedeva all’epoca nelle band che animavano la scena (il sottoscritto ne parla al passato perché non ci vuole una laurea in musicologia per capire che il trend, oramai, è bell’è che esaurito), è che nessuna band che la popolava amava particolarmente definirsi metalcore, tutti prediligevano, piuttosto, l’etichetta di “alternative rock”, quando di “alternative rock”, nelle proposte sottoposte al giudizio delle nostre orecchie, non c’era proprio niente. Caso vuole che i Fallingice, power trio di Macerata, rispondono pienamente al profilo tratteggiato sopra, per cui è praticamente inutile che si stia qui a scrivere che, su questo esordio discografico sulla lunga distanza (la band è attiva dal 2001) titolato “Meatsuit”, quello che vi aspetta e del sano metalcore melodico, con la tipica alternanza di chiaroscuri screamo e calde emotività melodiche.

Ora, è successo che da quando nel panorama esistono – che so - i Bring Me The Horizon, i 36 Carzyfists ed i Killswitch Engage, semplicemente non basa più essere efficaci dal punto di vista melodico, ci vuole un quid che distingua, che elevi da una moltitudine che, se è pur vero che ai giorni nostri non è poi così popolosa, nel recente passato è stata sin troppo sovraffollata. Con i Meatsuit, purtroppo, di questo quid  nemmeno l’ombra, anzi: certe ingenuità nell’interpretazione vocale da parte di Vice – cha ha una pronuncia dell’inglese similare ai Linea 77 se vogliamo, ma senza la personalità della band di Emi, Nitto e Dade – rendono il prodotto troppo amatoriale per essere competitivo, soprattutto neri confronti di quel mercato estero che operazioni discografiche di questo tipo bramano con foga.

Spiace davvero dirlo, ma ai Fallingice aspetta ancora un lungo cammino davanti a sé per risultare convincenti e vincenti su tutta la linea. Lungo, ed irto di ostacoli. 




01. Unclear
02. Another Day
03. Inner Confusion
04. Soap Bubble
05. Breathing Machine
06. Hands In Chains
07. Desired
08. Teenage Boy
09. Memories
10. Too Bored To Die
11. My Cold Heart

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