Exit Ten
Give Me Infinity

2012, Deep Burn
Rock

Recensione di NoOne - Pubblicata in data: 21/07/12

Recensione a cura di Monica Manghi


Dopo il successo di "Remember The Day" del 2008, gli inglesi Exit Ten pubblicano il loro secondo album "Give Me Infinity". La band di Reading questa volta però si approccia in modo un po' diverso, molto più tranquillo rispetto all'album precedente, maturo e consapevole delle proprie capacità.


La voce potente e versatile di Ryan Redman offre ancora una volta un'ottima performance anche su sonorità più morbide e il tutto è completato dall'ottima parte strumentale. Il singolo estratto dall'album "Curtain Call" è forse quello più vicino allo stile dell'album precedente, riff brutali e ritornello catchy, mentre con "Suggest A Path" i suoni si ammorbidiscono sfiorando quasi lo stile pop in alcuni punti, così come in "Eyes Never Lie".


Gli Exit Ten in questo lavoro si spostano su terreni più alternativi, spostando le proprie sonorità su un terreno un po' più melodico. L'esperimento di crossover per cercare nuove soluzioni musicali è da ammirare, ma "Give Me Infinity" risulta alla fine un album di passaggio a cui manca un po' di coesione fra i brani. La band esprime sicuramente il proprio potenziale tecnico e vocale, ma all'album manca un po' di identità e di corposità. La tracklist è a tratti discontinua e alcuni brani mancano un po' di mordente, nonostante la buona performance di Redman. Nonostante ciò, "Give Me Infinity" presenta anche degli spunti positivi come "The Curse", brano in cui Redman dà sfoggio del suo range vocale così come in "Sunset". Nell'insieme è comunque un album piacevole all'ascolto.


I fan che si aspettavano un altro album veloce rimarranno forse un po' delusi da questo lavoro che rallenta il ritmo, d'altro canto chi ascolterà gli Exit Ten per la prima volta potrebbe rimanere piacevolmente stupito dal loro stile che ricorda un po' i Nickelback e gli Incubus. Non sappiamo che strada vorranno percorrere i Nostri per il futuro e con quale identità: se tornare alle origini del hard rock veloce o proseguire su terreni più morbidi. Nonostante quest'album non sia un capolavoro, considerato il talento di questi ragazzi, già dal prossimo lavoro potrebbero riservarci delle belle sorprese.





01. Life
02. Curtain Call
03. Suggest A Path
04. Eyes Never Lie
05. How Will We Tire
06. Drama
07. The Cursed
08. Sunset
09. Smoke
10. Mountain
11. Lion

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