Placebo
B3 EP

2012, Mercury
Alternative Rock

Uno sguardo al passato dei Placebo che genera inquietanti ombre sul futuro della band
Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 17/10/12

A sentire come comincia, questo EP-appetizer a firma Placebo, non è che ci sarebbe da stare troppo allegri: la titletrack ripropone, per l’ennesima volta, la formula “a filastrocca” scoperta dalla band su “Pure Morning” e consolidata su “Special Needs”, poi c’è la cover del cavallo di battaglia dei Minxus sì gradevole, ma che lascia il tempo che trova su una band dal curriculum vitae quale i Placebo, infine una traccia acustica, plumbea nel suo arrangiamento elettronico, tanto intensa quanto stucchevole nel testo (e viene da chiedersi se gli “extra” visti da Brian Molko fossero quelli del DVD del film di "Silent Hill", visto l’uso delle tastiere sul ritornello).

Poi, però, arriva una “I Know You Want To Stop”, gelida e scarnificante come solo i primi, caustici Placebo sapevano essere e, ancora meglio, una conclusiva “Time Is Money” che riprende il discorso dell’arrangiamento pop dello scorso “Battle For The Sun”, stavolta in un crescendo epico di “Queeniana” memoria e… rimaniamo assai dubbiosi dell’esito finale dell’operazione.

Innanzitutto, un EP dopo tre anni di silenzio è comunque poco, specialmente se, come con questo “B3”, alla fine dell’ascolto l’unica certezza è che ne vorresti di più di canzoni, per capire quantomeno se c’è un futuro per i Placebo. E che direzione ha questo futuro, visto che l’operazione di auto riciclaggio è forte anche se non spudorata come avviene ultimamente per i “cugini” Muse, e le canzoni, in fondo in fondo, non sono neanche così male per non invitare chiunque sia quantomeno simpatizzante del power trio inglese a dare un attento ascolto all’EP. Tuttavia, se cercate voi (ascoltatori) l’opera in grado di travolgervi e loro (Placebo) l’inciso in grado di far tornare la band ai consensi unanimi di una volta, siete entrambi in errore, ed entrambi dovreste andare su uno “Sleeping With Ghosts” a caso.

Rimandati al full-length vero e proprio, quindi alla prossima primavera, se tutto va bene. Col cuore certo non troppo ottimista, eppure ancora fortemente speranzosi. 




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