Kardia
No

2012, Killer Pool Records
Pop Rock

Recensione di Marco Mazza - Pubblicata in data: 12/01/13

I Kardia, ennesimo gruppo partorito dall’ambiente musicale romano, nascono nel lontano 2001 e, dopo anni passati a farsi le ossa, pubblicano il loro primo album “Kaleidocristo” nel 2008, a cui segue quattro anni dopo il loro secondo lavoro: “No”. E’ evidente come con la loro ultima fatica i Kardia puntino a realizzare un album capace di fare breccia sul grande pubblico. Molti cambiamenti al loro sound sono stati introdotti, anche a causa dell’uscita di un elemento dalla band, ora ridotto a tre: Paolo Alvano al basso e la voce, Valerio Lundini alla chitarra e synth, Alessandro Gialloreti alla batteria e ai cori.
 
Con “No” i Kardia virano verso atmosfere decisamente più pop, con facili melodie sempre presenti e una base musicale che si rifà alla new wave e al post punk anni ‘80. Come nel precedente full-length anche in questo caso si fanno sentire velleità cantautorali. I testi, tutti in italiano eccetto “Shooting Star”, per quanto tentino di creare qualcosa di importante come in “La Stabilità” o in “Rondini” non vanno al di là della frase ad effetto. La vena elettronica è ora decisamente più marcata, in tracce come “L’Inganno” o “Etica” il lavoro svolto dal synth si fa decisamente sentire.

Nel dover descrivere i vari brani è emblematico come lo si possa fare attraverso l’accostamento con altri artisti: “La tempesta” Klimt 1918, “Shooting Star” Muse, “Suore” Joy Division... praticamente in tutte le tracce si possano trovare evidenti riferimenti e influenze, italiane e non:  Depeche Mode, The Cure, Bluvertigo, Baustelle, Interpol, ecc... . “No” appare densissimo di qualcosa che va oltre la semplice citazione. I maggiori cambiamenti riguardano la parte melodica, gonfiandola là dove necessario per rendere il tutto più orecchiabile, si fa però fatica a trovare qualche elemento in grado di definire e caratterizzare il gruppo capitolino.
 
Per quanto goda di un’ottima produzione in grado di tenerlo in qualche modo a galla, “No”, appare come un lavoro davvero poco originale e personale. I cambiamenti di stile introdotti hanno avuto sì l’effetto di rendere il tutto più easy-listening, ma quanto ottenuto è ora davvero troppo piatto e, nonostante i diversi spunti, ripetitivo. I vari brani entreranno subito in testa, il problema è che ci staranno davvero poco tempo.



01.La Stabilità

02.Rondini

03.Settembre

04.Shooting Stars

05.Hiroshima

06.Suore

07.La Tempesta

08.Etica

09.Vincoli

10.L'inganno

11.Vertigine

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