Dufresne
AM:PM

2010, Wynona Records
Crossover

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 15/05/10

"AM:PM" è un titolo decisamente emblematico: la terza opera in studio dei vicentini Dufresne, difatti, è in qualche modo ossessionata dal tempo che scorre, dall’inesorabile invecchiamento che esso reca con sé, accompagnato da un piacevole senso di maturità. Già, che i Dufresne siano maturati si sente eccome, in questo album. Lo si percepisce nel gusto per la melodia che magnificamente si innesta all’interno dell'originale crossover dei Nostri senza compromettere l’energia della formazione.

Non si devono quindi preoccupare i fan della prima guardia del gruppo: che le atmosfere siano di nuovo tirate lo si percepisce chiaramente in pezzi come l’iniziale “Keep This Party Going”, con un inferocito Dominik alle voci, piuttosto che in “Omega” o “L’Ultimo Sole”, che ricorda i primi Linea 77 nello spirito. Accanto a brani come questi, tuttavia, si abbinano anche tracce decisamente più ariose, dal buon groove come “Hi, Society” (la canzone meglio riuscita del lotto, per chi scrive), piuttosto che pezzi dal mood più rassegnato come “Bagliori Nel Buio” e “Galaxy” (in italiano anche questa, come se l’uso della nostra lingua inducesse la band ad una sorta di “rilassamento” della tensione hardcore, che dalla pura rabbia sfocia in una – altrettanto interessante – incalzante disperazione). Su tutto i sintetizzatori di Ale, che prendono addirittura il sopravvento nei brevi break strumentali di “AM” e “PM”, ma che comunque ribollono quasi costantemente nello sfondo sonoro, donando alla musica dei Dufresne quel retrogusto “Nu” decisamente accattivante (ascoltate “Horizon”), un retrogusto quasi siderale che mi ha ricordato, in questo senso, certe cosmiche ed epiche atmosfere à la 30 Seconds To Mars.

Da come ho descritto l’opera sinora, parrebbe di trovarsi di fronte ad un album di grande dinamica ed estrema versatilità, quando in realtà non è propriamente così. Il difetto principale che ho riscontrano in questo disco risiede nella sua… trattenuta voglia di osare. Man mano procedevo lungo gli ascolti dell’album, sempre più preponderante si faceva l’impressione che questa band potrebbe osare tranquillamente di più, risultando comunque convincente. Per come stanno le cose, invece, questo sembra il classico album di transizione, ottimamente riuscito, ma forse ancora troppo “ambiguo” per risultare vincente.

Ad ogni modo, i Dufresne si mostrano in grado di scatenare interesse e, perché no, anche di poter continuare a sostenere con grande dignità il severo banco di prova internazionale (credetemi: questo album sembra tutto fuorché realizzato in Italia). Chi già conosceva questi ragazzi non si preoccupi: difficilmente rimarrà deluso da "AM:PM". Tutti gli altri possono tranquillamente dare loro una possibilità, un passaggio praticamente obbligato se vi reputate amanti delle atmosfere più moderne e contaminate da sonorità metal/punk, prerogativa essenziale del crossover.



01. Keep This Party Going
02. Hi, Society
03. Bagliori Nel Buio
04. While The City Sleeps
05. AM
06. Omega
07. Horizon
08. Galaxy
09. Hourglass
10. PM
11. L’Ultimo Sole
12. Midnight

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