Grand Magus
Hammer Of The North

2010, Roadrunner Records
Heavy Metal

Recensione di Fabio Petrella - Pubblicata in data: 28/06/10

Ogni disco degli svedesi Grand Magus è come un liquore distillato della storia dell’heavy metal. La band capitanata dal bravo Janne ''JB'' Christoffersson continua la sua marcia tributata alle radici del metallo con “Hammer Of The North”, disco marziale e di sicura licenza, quinto tassello del personale albo d’oro.

I Grand Magus mischiando le sonorità doom dei Black Sabbath, le chitarre graffianti dei Judas Priest e un po’ dell’epicità di scuola Bathory al timbro di un moderno heavy metal alla HammerFall ottengono un intruglio dai connotati derivativi ma convincenti. La ruvida opener “I, The Jury”, la titletrack dagli ampi chorus, la fiera “Black Sails” sono esempi di come si possa comporre buona musica guardando dalle spalle dei giganti del passato. Christoffersson è il tipico condottiero di una volta che guida la propria armata con onestà e trasparenza di strategia. Ogni estratto parla chiaro offrendosi senza paura a un abile gioco d’influenze e contaminazioni. “Northern Star” picchia forte al segnale di un’epica cavalcata mentre “Bond Of Blood” si lascia apprezzare, in un ricordo sabbathiano, per la qualità delle melodie e per la bontà del chorus. La cover e l’impostazione del monicker, che ricordano al pubblico la benevolenza del gruppo verso il compianto Quorthon e l’assoggettamento alla mitologia nordica, si rispecchiano in maggior misura nella traccia finale “Ravens Guide Our Way”.

I Grand Magus non tradiscono le aspettative e confermano la concretezza delle proprie intenzioni in un disco dalla finezza diretta e senza eccessive pretese. Qualsiasi amante del metal classico gradirà “Hammer Of The North".





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