Death Angel
Relentless Retribution

2010, Nuclear Blast
Thrash

I Death Angel non hanno smarrito il loro spirito artistico e ci regalano l'ennesima perla della loro discografia.
Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 13/09/10

Quando ci si appresta a prenotare un viaggio  le abitudini di ogni singolo viaggiatore sono profondamente diverse. C’è chi pianifica con paranoica cura ogni minimo spostamento e chi invece si lancia all’avventura in attesa che il fato e l’ispirazione indichino la strada più sorprendente. So che questa introduzione ha poco a che fare con la musica e molto con il periodo di ferie appena passato, ma chi conosce i Death Angel sa bene che la proposta del folle combo americano mal si adatta agli abitudinari ed ai deboli di cuore.

Sin dal lontano 1982 la band californiana ha, infatti, esplorato i confini della musica alla ricerca di un qualcosa che riuscisse ad essere al contempo tecnico, fresco ed innovativo. Detta così ovviamente l’impresa sembra quasi senza speranza e non c’è dubbio che la storia della musica ci ha insegnato quanto queste premesse giovanili vengano spesso dimenticate con gli anni sino a trasformarsi in sterili manifesti. I Death Angel, però, sono un qualcosa di eccezionale e sono riusciti, nel tempo, anche a sfuggire alle pericolose sabbie mobili dell’appagamento per regalarci l’ennesimo viaggio verso il nuovo.


Rientrate quindi tra le persone che amano essere sorprese e vogliono sempre l’adrenalina al massimo? Bene allora continuate pure con la lettura di questa recensione. Come dite? Siete dei fan del thrash old school, tutto aggrassessività, satanismo e 4/4… emh.. ecco per voi forse è il caso che ci risentiamo in un’altra occasione.


Relentless Retribution è il terzo album post reuinion (tranquilli non mi sono dimenticato i capolavori degli anni ’80) e arriva sugli scaffali dei negozi ad un anno di distanza dall’esplosivo live Sonic Beatdown (un vero e proprio best of dal vivo) quasi a voler confermare con forza come le qualità della band di San Francisco non sentano per nulla il pansare degli anni.

L’album inizia con la meravigliosa "Relentless Revolution" che, godendo di una costante tensione, coinvolge l’ascoltatore con le sue ritmiche tachicardiche in un continuo crescendo per un brano che è senza dubbio un capolavoro. Le qualità intrinseche dell'opener non ci abbandonano in nessun passaggio del disco il quale, come da migliore tradizione, è imprevedibile, tecnico e moderno in tutta la sua durata. La successiva “Claws In So Deep” ne è, per l’appunto, uno degli esempi più fulgidi: un brano veloce e adrenalinico che però nasconde sorprese dietro ad ogni angolo con ritmi impossibili, aperture melodiche molto moderne ed un finale acustico di tre minuti in cui follia, genio ed irriverenza sono un tutt’uno.
Come da migliore tradizione Death Angel la voce di Mark Osegueda la fa da protagonista regalandoci una prestazione di altissimo livello sia per quanto riguarda la scelta delle linee vocali (sempre moderne ed azzardate), sia per quanto riguarda l’interpretazione delle stesse. Tra i brani che mi hanno maggiormente colpito non posso non citare “Absence Of Light”, “Into The Arms Of Righteous Anger” e “Where They Lay” ma ogni singolo brano, o meglio ogni singolo passaggio, brilla di luce propria e rende quasi blasfemo il sezionare un disco di caratura senza dubbio superiore.


I Death Angel del nuovo millenio hanno subito importanti cambi di line up, ma sono riusciti a mantenere intatto il proprio spirito artistico fatto di grandi doti tecniche abbinate ad una innata tensione innovativa, senza però dimenticare una sana dose di folle ironia. Il mix ha funzionato anche questa volta e Relentless Retribution ci regala l’ennesimo viaggio entusiasmante arricchito di tutte le qualità della band che ha fatto, e che continua a fare, la storia del thrash tecnico.





01. Relentless Revolution
02. Claws In So Deep
03. Truce
04. Into The Arms Of Righteous Anger
05. River Of Rapture
06. Absence Of Light
07. This Hate
08. Death Of The Meek
09. Opponents At Sides
10. I Chose The Sky
11. Volcanic
12. Where They Lay

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