Shining
IV - The Eerie Cold

2005, Avantgarde Music
Black Metal

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 12/10/10

Recensione a cura di Alekos Capelli

 

Gli svedesi Shining sono, da qualche anno ormai, un gruppo molto discusso, o meglio, molto chiacchierato, all’interno del composito panorama black metal internazionale. I motivi di questa popolarità sono almeno due, ovvero il valore e l’originalità della loro proposta musicale, e le peripezie del leader e main-man del progetto, Kvarforth. Gli Shining iniziarono infatti la loro carriera come one-man band, e, fino a tempi recenti, sono sempre stati espressione della creatività e della volontà del solo Kvarforth, via via affiancato da vari turnisti e collaboratori. Questa quarta opera, "IV - The Eerie Cold", non fa eccezione, e infatti troviamo un certo Hellhammer (Mayhem, Arcturus, Covenant, Winds, ecc…) alle pelli e John Doe (Craft, Watain) alla chitarra. Line-up e vicende personali del leader a parte, quest’album rappresenta un’importante chiave di volta nella discografia del progetto Shining, in quanto per la prima volta il sound proposto si distacca sensibilmente dal black metal dai toni depressive/suicidal che proprio loro hanno contribuito a codificare e rendere popolare in precedenza.

Già i primi minuti dell’opener "I Och Med Insikt Skall du Förgå" sono indicativi in questo senso, con un livido arpeggio di chitarra acustica, che apre a un assolo dal sapore quasi blues. Dopodiché è puro delirio emozionale di Kvarforth, che come sempre offre una prestazione vocale intensa e genuinamente sofferta. Hellhammer alla batteria è sempre una certezza, e il suo abile tocco si sente, soprattutto nel colorare di particolari le linee ritmiche dei brani, come anche nella successiva "Vemodets Arkitektur".  Altra perla del disco è la terza "Någonting Är Jävligt Fel", canzone disperata e dolorosa, che, tramite l’alternanza fra parti lente e acustiche e parti veloci e distorte, intermezzi spoken-word, riesce a creare un violento dinamismo, che ben rappresenta l’alone di imperante negatività e sconforto che aleggia sull’intero lavoro. "Eradication Of The Condition" e "Claws of Perdition" sono entrambe due canzoni molto dirette e ancora concepite davanti alla fiamma nera del black, sebbene illuminate da spunti originali e personali, che evitano possibili cadute nella ripetitività e banalità.

Sei tracce, come sempre, negli album degli Shining, sei litanie funeree, con cui cantare, urlare il proprio disagio esistenziale, il sentimento di una vita impregnata di malessere interiore, che contamina, come un miasma, tutto ciò che la circonda. Dolore, rancore, autodistruzione, pagine di un diario personale in musica, storie di ordinaria follia, psicosi sonore. Aggettivi per descrivere una proposta musicale che ha sicuramente qualcosa di personale da dire, e sa come farlo.





01.I Och Med Insikt Skall du Förgå

02.Vemodets Arkitektur

03.Någonting Är Jävligt Fel

04.Eradication of the Condition

05.The Eerie Cold (Samvetskvalens Ballad)

06.Claws of Perdition

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