Giovanni Truppi
C'e Un Mondo Dentro Di Me

2010, Cinico Disincanto
Indie

Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 12/10/10

Ironico e al contempo pungente, riflessivo ma non per questo meno allegro, mai stancante e sempre interessante: queste sono le qualità che emergono ascoltando le composizioni di Giovanni Truppi, il quale si diverte a destreggiarsi e giocare ora tra echi jazz, ora con melodie tanto care alla tradizione cantautorale italiana. Se ci pensate un attimo, tutto questo è esattamente agli antipodi di quello che molti, troppi artisti e gruppi in questi anni stanno cercando di realizzare e di promuovere. Ma procediamo con ordine, ed inquadriamo meglio questa anomalia chiamata “C'è Un Me Dentro Di Me”.

L'autore partenopeo dà il benvenuto nel suo mondo con “Dormiamo Nudi”, brano dai sapori finemente jazz e dal testo caratterizzato da una certa ironia, quasi come se in certi frangenti il Nostro volesse prendersi gioco dei canonici capisaldi della canzone d'amore, senza per questo risultare sciocco, anzi: i versi risultano leggeri e dolci (non melensi, che è tutt'altra storia, attenzione) e si lasciano ascoltare in maniera scorrevole e piacevole. La successiva “Mario (Niente Da Dimenticare)” è un  degno esempio di connubio tra ironia e riflessione: canticchiata con apparente leggerezza e spensieratezza, la storia del protagonista diventa un ottimo spunto per riflettere sulla eccessiva serietà con cui spesso si affrontano gli accadimenti della vita (“E dice lui infatti che non ci vuole niente / A vivere la vita senza mai sfiorare / Dal vivere furioso della gente”) e l'insensata necessità di pianificare a tutti i costi il proprio futuro (“Mi ha detto [...] che lui non ce l'ha / Questo fatto di stare a costruire / E che costruire gli fa pensare / Ad un muro che non fa passare / Ad un muro che non fa vedere / E non vedere è per non soffrire”). Un velo jazz ricamato d'intelligente ironia avvolge “Mandorle”, la movimentata e divertente “Manuela” ricorda certi motivetti anni '50 – '60, e come “Respiro” fa trasparire inaspettate influenze ska che rendono il tutto molto scorrevole e piacevole.

Giovanni Truppi riesce anche ad essere squisitamente romantico e delicato, senza per questo scadere nell'oscenità del melenso tanto caro al pop che da anni infesta il mainstream italiano. Così appaiono, tra una schizofrenica “C'è Un Me” (due minuti letteralmente pazzoidi in cui viene ossessivamente ribadito e ripetuto che “C'è un me dentro di me / che sa molto più di me”) ed un'eccezionale rilettura solo voce e chitarra jazz di “Tanti Auguri” di Raffaella Carrà (si, avete letto bene), “Soffiando”, “Ti Siedi” (“E ti chiedi da quanto tempo / Tu non fai una scoperta”), la quale ha un finale che per atmosfere ricorda una versione pacata di “Iris” dei Goo Goo Dolls, e la conclusiva, dolcissima “La Nostra Ultima Notte D'Amore”: momenti intensi, originali, profondi e semplicemente romantici e riflessivi composti egregiamente, mai stancanti e sempre piacevoli da durante l'ascolto, a dimostrazione che, se si hanno le capacità e ci si discosta finalmente dalla regola “Sole – Cuore - Amore”, le canzoni romantiche possono essere intelligenti e dolci senza risultare stucchevoli e banali.

Più che istrionico, il Nostro cantautore è schizofrenico, e forse è anche meglio: passa con nonchalance da momenti deliranti (“Manuela”, “C'è Un Me” e la cover della Carrà non possono avere altra definizione) a momenti pregni d'assoluto romanticismo, delle volte cerca di tener a freno il suo Ego pazzoide con qualche goccia di raziocinio, unendo ironia e riflessione. Questo marasma ha tuttavia una sua propria, unica identità, costituito da un suo invisibile filo conduttore che pur sbilanciandosi per un attimo verso un estremo, per un attimo verso l'altro, tiene unito “C'è Un Me Dentro Di Me”: il desiderio, la volontà, la necessità di rielaborare in maniera personale ed originale certi stilemi della canzone pop, anche quando la struttura basilare magari non permette troppi movimenti e cambiamenti. Non è cosa semplice, in quanto servono una creatività e una capacità creativa non indifferenti, anche se all'apparenza non sembra. Giovanni Truppi, in buona parte, c'è riuscito. Complimenti sentiti e sinceri.





01.Dormiamo Nudi
02.Mario (Niente Da Dimenticare)
03.Scomparire
04.Mandorle
05.Manuela
06.C'è un Me
07.Soffiando
08.Ti Siedi
09.Tanti Auguri
10.Respiro
11.Vito È Pazzo
12.La Nostra Ultima Notte D'Amore

Recensione
Satyricon - Rebel Extravaganza [Remastered]

LiveReport
Ghost - A Pale Tour Named Death 2019 - Mantova 05/12/19

Intervista
Skillet: John Cooper

Recensione
Nightwish - Decades: Live In Buenos Aires

Speciale
Toliman - Abstraction

LiveReport
Cult of Luna European Tour 2019 - Milano 03/12/19