Allen/Lande
The Showdown

2010, Frontiers Records
Heavy Metal

Terza opera a firma di due delle migliori voci dell'hard 'n' heavy mondiale: Jorn Lande e Russell Allen
Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 02/11/10

Jorn Lande è uno di quei cantanti che piace ascoltare all'infinito, poiché dotato di una voce granitica, potentissima, estremamente calda e gradevole: almeno, questo accadde al sottoscritto con i Masterplan, band che calamitava la mia attenzione grazie al vocalist norvegese, come se fosse una droga. Se ad un fuoriclasse del genere si aggiunge un altro cavallo di razza come Russell Allen, ugola d'oro dei Symphony X, allora il risultato diventa devastante per impatto e tasso tecnico. La coppia ha dimostrato di essere vincente con i primi due album pubblicati tra il 2005 e il 2007: “The Battle” e “The Revenge” conquistarono all'unanimità fan e critica, diventando due dischi di culto per quanto riguarda l'hard 'n' heavy melodico degli ultimi anni. Il terzo capitolo a firma Allen/Lande è “The Showdown”, opera che ancora una volta vede il contributo straordinario di Magnus Karlsson (Primal Fear, Starbreaker), sia dal punto di vista compositivo, sia da quello esecutivo e infatti il factotum svedese si occupa di tutte le parti di chitarra, basso e tastiere.

Se non possono essere assolutamente mosse critiche nei confronti delle performance dei due cantanti, mi sembra però che alcune cose abbiano funzionato di meno questa volta: innanzi tutto ho trovato, a tratti, piuttosto slegate le voci di Allen e Lande, con quella di quest'ultimo troppo spesso predominante. Intendo che il frontman dei Symphony X appare eccessivamente nell'ombra e viene a mancare quella perfetta fusione con il partner ascoltata nei CD precedenti. Il secondo appunto è per la carenza di pezzi di spicco, hit di spessore: il livello dell'album è certamente buono, ma si nota abbastanza evidentemente l'assenza di brani che primeggino su tutti gli altri e una volta terminato l'ascolto del disco si ha la sensazione che manchi qualcosa. Nonostante questi due dettagli, "The Showdown" è piacevole e incanta grazie alla coppia dietro ai microfoni, talmente di rango superiore rispetto a molti colleghi da far dimenticare anche gli aspetti meno positivi dell'album se comparato ai suoi predecessori. Le canzoni sono costruite su riff potenti, ritornelli melodici e solenni, assoli di chitarra vorticosi e tra gli episodi migliori si trovano la title-track, “We Will Rise Again” e “Bloodlines”, le quali raggruppano tutte le caratteristiche appena descritte. Ottime sono anche “Maya”, che sembra uscita direttamente da un disco melodic rock o AOR, “Eternity”, i cui magici refrain sono irresistibili e la bonus track conclusiva “Alias”.

“The Showdown” è un album più che positivo, in cui si possono ascoltare due delle voci più belle dell'hard 'n' heavy mondiale, capaci di dare davvero un tocco di classe non trascurabile. Detto questo, le osservazioni fatte precedentemente rimangono e limitano un'opera che potenzialmente sarebbe potuta essere ancor più interessante.



01. The Showdown
02. Judgement Day
03. Never Again
04. Turn All Into Gold
05. Bloodlines
06. Copernicus
07. We Will Rise Again
08. The Guardian
09. Maya
10. The Artist
11. Eternity
12. Alias (Bonus Track)

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