My Chemical Romance
Danger Days: The True Lives Of The Fabulous Killjoys

2010, Warner Bros Records
Rock

Un disco che suona come un (pessimo) fumetto...
Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 23/11/10

Oh, quanto deve essere piaciuto ai My Chemical Romance aver partecipato alla colonna sonora di “Watchmen” (con la cover di “Desolation Row”), visto che hanno cercato di emulare, attraverso questo quarto studio album, le gesta dei supereroi di Alan Moore in musica, ovviamente spruzzando il tutto con un poco di “Kick Ass” e, già che ci siamo, inserendo una voce narrante, tale Dr. Death, che non ha nulla da invidiare al Dj del celebre videogame Sega “Jet Set Radio”. Il risultato di tale “ispirazione” è condensato nei 54 minuti di questo “Danger Days: The True Lives Of The Fabulous Killjoys”, un disco in cui, di notevole, c’è solamente il titolo (ed i capelli fucsia di Gerard Way – ma questa è un’altra storia).

L’involuzione della band della East Coast, difatti, è di certo una costante lungo l’asse del tempo, se però nel precedente “The Black Parade” persisteva un forte senso della teatralità in musica con interessanti derivazioni swing e grande EMOzionalità nei testi, in questo nuovo disco ciò che ritroviamo è una band che ha alleggerito tutto della propria proposta, rendendo le chitarre innocue come pulcini appena nati e sostituendo l’aggressività punk degli esordi con, manco a dirlo, una fortissima carica di pop elettronico, di quello che va tanto di moda ora. Insomma, volendo condensare il tutto con un aggettivo di certo molto poco professionale e per nulla giornalistico ma, nondimeno, di grande efficacia, questo disco si può definire semplicemente truzzo (o tamarro).

Certo, all’inizio il gioco rimane comunque interessante: la cantilena del primo singolo “Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na)” (scrivere questa recensione sarà uno spasso, non fosse altro per i titoli delle canzoni, ndr) e la successiva “Bulletproof Heart” risultano godibili e cantabili, mettono il buonumore addosso, anche se, c’è da dirlo, tutto questo ottimismo di fondo stona un po' con l’immagine musicale che la band, sinora, aveva sempre orgogliosamente portato avanti. Tuttavia, la vera disgrazia parte col secondo singolo “SING” (una canzone dalla struttura talmente pasticciata, da risultare francamente inspiegabile) e non si arresterà fino alla fine del disco, tra ingombranti intermezzi narrati (“Jet Star And The Kobra Kid/Traffic Report”), emulazioni malriuscite degli U2 (“Summertime” e “The Kids Of Yesterday”) piuttosto che dei Beastie Boys più incazzati (“DESTROYA”), fino ad arrivare alle reminiscenze punk degli esordi della band, ma qui proposte senza convinzione e mordente alcuno (“Party Poison”, dove l’intervento della ragazza in tipico giapponese urlato mi fa venire in mente, non so perché, le Harajuku Girls della Gwen Stefani solista).

Sono solo due i barlumi di luce che il disco riserva: il primo si intitola “S/C/A/R/E/C/R/O/W”, canzone che è il seguito spirituale della celebre “I Don’t Love You” in cui la vena pop che pervade il lavoro trova un’interessante manifestazione in una ballad semi-acustica ripiena di spirito flower power; quindi, l’altra perla giunge solo dopo l’epilogo delle cronache dei favolosi Killjoys (rappresentata dalla semi-recitata “Goodnite Dr Death” dove finalmente il DJ narrante si zittisce per lasciare posto all’inno nazionale americano, talmente fuori luogo su questo disco da risultare semplicemente imbarazzante), quando la band si rende conto di essere finalmente libera dal concept dell’album e può partorire quella che è, a tutti gli effetti, una sorta di bonus track. Sto parlando, ovviamente, della conclusiva “Vampire Money”, uno scanzonato ed energico rockabilly in chiave punk che farà sfracelli in sede live.

Bene, cosa rimane da dire? Forse che siamo di fronte ad uno degli album più brutti che siano usciti in questo 2010, una delusione cocente per chi, come il sottoscritto, attendeva buone nuove dai My Chemical Romance dopo ben quattro anni di attesa… Anni, evidentemente, spesi più che altro nel decidere quali glitterose tute indossare come costumi di scena e quale taglio di capelli potesse essere più cool, lasciando tutto il discorso musicale sullo sfondo. D’altronde, si sa, Gerard Way è anche un fumettista, quindi la cosa non dovrebbe sorprendere troppo. Tuttavia, se qualcuno vicino a lui mi sta leggendo, lo pregherei di comunicargli che un conto è scrivere un fumetto, un conto è comporre un disco: pubblicare un disco che suona come un pessimo fumetto (scarsamente originale, peraltro), non può portare ad altro che ad un sonoro…



01. Look Alive Sunshine
02. Na Na Na (Na Na Na Na Na Na Na Na Na)
03. Bulletproof Heart
04. SING
05. Planetary (GO)
06. The Only Hope For Me Is You
07. Jet Star And The Kobra Kid/Traffic Report
08. Party Poison
09. Save Yourself, I'll Hold Them Back
10. S/C/A/R/E/C/R/O/W
11. Summertime
12. DESTROYA
13. The Kids From Yesterday
14. Goodnite Dr Death
15. Vampire Money

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