Trivision
Muoversi Nel Liquido

2010, Indeed! Records
Alternative Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 30/11/10

C’è da dire che i Trivision non si sono limitati a prendere ispirazione musicale dai Tool, ma anche il modo in cui ci presentano il loro operato ricorda molto quanto fatto dalla celebre band californiana; se è conosciuta, difatti, l’abitudine di Maynard di confezionare dischi dalla presentazione assolutamente unica ed interessante, anche i Nostri per il loro album di debutto “Muoversi Nel Liquido” hanno deciso di fare le cose in grande: una confezione in digipack e, sotto la finestra incisa a forma di triangolo rovesciato, un poster curatissimo nella grafica e ricchissimo nella simbologia, per un disco che è un piacere da guardare, oltre che da sentire.

A parte questo aspetto superficiale (ma solo in parte, capirete alla fine perché), la musica che si ritrova su quest’opera è davvero ispirata, grazie ad un quid che i Trivision dimostrano di possedere, ovvero l’innesto di una forte melodiosità a canzoni strutturate in modo tutt’altro che semplice o statico, proprio come da tradizione Tool. Nascono, in questo modo, pezzi dal grande respiro quasi pop nei ritornelli, energici ed ariosi anche grazie al timbro giovanile del vocalist Ivan Marenghi, una sorta di evasione dall’attenzione che si addensa grazie ad un percorso nella canzone che ha un certo mood ipnotico; per capire quello che intendo, basta ascoltare pezzi come l’incipit di “Tra Le Sue Braccia Un’Altra Sera”, il primo singolo “Negativa”, “Zanapra” o “Quello Che Non C’è”. Accanto a questi brani deliziosamente complessi solo all’apparenza, si affiancano anche mutevoli brani come “Cronotopo I”, tipica ballad alternative pronta ad esplodere, letteralmente, sul “sequel” “Cronotopo II”, oppure una sezione ritmica spiccatamente nu-metal, nervosa e schizzata nel progressismo di “Involucro” (un pezzo da urlo grazie ad un groove davvero micidiale!), per finire con una conclusione tutt’altro che tranquilla, visto che “Dentro La Crisi” (poco più di un minuto di durata), è praticamente screamo nella sua ferocia.

Insomma, il quadro sonoro è talmente mutevole ed entusiasmante, nonché ottimamente prodotto, che si perdonano facilmente a questi ragazzi il classico paio di pezzi deboli ed interlocutori (“Anno 09” – ballad male calibrata anche se interessante nella costruzione – e “Fiume Nero”), un po’ meno un quadro lirico certamente interessante, ma forse troppo frammentario (i testi paiono quasi pezzi di un puzzle che non combaciano mai tra di loro, rendendo l’immagine della canzone confusa come una serie di ricordi incompleti e disordinati). Difetti veniali ad ogni modo, e probabilmente semplici peccati di gioventù: i Trivision hanno dalla loro un potenziale davvero enorme, e giungono sul mercato con una presentazione davvero accattivante che rende perfettamente l’idea di come questi ragazzi credano fortemente loro per primi nella musica che scrivono, e solo per questo si meritano mezzo voto in più.




01. Fra Le Sue Braccia Un’altra Sera
02. Involucro
03. Negativa
04. Anno 09
05. Cronotopo I
06. Cronotopo II
07. Ore Riflesse
08. Zanapra
09. Fiume Nero
10. Quello Che Non C’è
11. Venere
12. Dentro La Crisi

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