Luca Milani
Sin Train

2011, Black Nutria
Indie

Recensione di Andrea Mariano - Pubblicata in data: 31/01/11

Un viaggio su corde di chitarre acustiche in un paesaggio campestre d'oltreoceano scarno, pacifico, in grado di insinuare nell'animo una sottile serenità lambita al contempo da una leggera brezza di malinconia. Un viaggio musicale permeato da sonorità americane quello di “Sin Train”, tra folk e country chiaramente ispirato alle opere di Bob Dylan e al Bruce Springsteen più intimista.

 

L'album scorre piacevolmente per tutta la sua durata, dall'iniziale e crepuscolare “Bandit”, passando per la dylaniana “Old August Sun” e la titletrack “Sin Train”, rallentando ancor più i ritmi con le riflessive “Letters From Prague” e “Snow In Milan” (quest'ultima richiama alla mente i paesaggi invernali ed aridi del countryside statunitense, più che la terra lombarda), sino a giungere alla conclusiva “A Place To Stay Bright”, forse l'episodio più placido e rilassante grazie alle atmosfere hawaiane create dal rumore di placide onde marine e da un ukulele, il tutto impreziosito da una sommessa ma efficace slide guitar. L'album, nonostante non abbia particolare vivacità o momenti energici, riesce a non annoiare e a cogliere l'atmosfera essenziale del folk americano, questo anche grazie alla scelta di non strafare, di optare per arrangiamenti sempre piuttosto scarni, dove solo di tanto in tanto trovano spazio ora un pianoforte (“Jenny Stone” che, assieme alla già citata “Old August Sun” è il pezzo più “movimentato” del disco), ora una slide guitar. Quasi onnipresente è, invece, l'armonica a bocca (strumento essenziale per questo genere musicale), adoperata in maniera convincente ed in grado di impreziosire le già buone atmosfere che ogni canzone suscita.


Luca Milani ci consegna un album pacato, genuino, onesto. Non vi è nulla di particolarmente originale, dato che le influenze dei mostri sacri del genere sono palesi in ogni nota, ma è da apprezzare lo sforzo atto ad evitare la mera e vuota imitazione. Tutto è realizzato dignitosamente e con ammirevole passione, nella consapevolezza di voler omaggiare un genere più che ad aspirare a vette, almeno per ora, lontane.





01. Bandit
02. Mandy
03. Old August Sun
04. Letters From Prague
05. Sin Train
06. Snow In Milan
07. Jenny Stone
08. Until The End
09. The Killer
10. A Place To Stay Bright

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