Death Riders
Through Centuries Of Dust

2011, Lost Sound Records
Thrash/Prog Metal

Recensione di Alessandra Leoni - Pubblicata in data: 03/03/11

Signori e signore amanti del progressive metal, amalgamate a sonorità thrash, in questa recensione troviamo un nuovo gruppo italiano, i Death Riders, di origini marchigiane per la precisione, giunto al debutto con un album dall'altisonante titolo "Through Centuries Of Dust".


Sin dai primissimi ascolti si può notare una certa predilizione da parte dei Nostri per la velocità vertiginosa, per certi riff di chitarra che percorrono forsennatamente le scale di note, tanto che a volte impossibile percepire l'armonia del brano. La batteria è decisamente più votata a sonorità più aggressive come il power ed il thrash, data la potenza abnorme della doppia cassa e dell'agilità del musicista Alessio Monacelli nel cimentarsi nelle parti più difficili. Si avverte una certa tendenza nel seguire le orme dei Dream Theater nei frangenti progressive (nel primo brano "The Hedgehog's Dilemma" si suggerisce di ascoltare bene i passaggi di chitarra e noterete che somigliano a qualche fraseggio già sentito in "Dance Of Eternity"). Sin dai primi brani si può anche percepire come la voce del buon Valerio Gaoni non sia del tutto convincente: passa agevolmente le parti progressive e melodiche, come nella bella "Shelter", ma stenta ad ammaliare e stregare nei frangenti più brutali e veloci. Intendiamoci, non è affatto un cantante dalla voce sgradevole, sicuramente però deve trovare ritmiche a lui più congeniali, visto che la struttura delle canzoni non è proprio facile, con cambi numerosi e talvolta manca il respiro data l'aggressività. Certo, la qualità nelle idee e nelle composizioni non manca, anche se a volte i brani mancano non poco di coerenza: le intenzioni sono ottime, ma talvolta è necessario dosare la propria grinta e la propria foga, per non strafare e non risultare alquanto ostici, o forse addirittura indigesti.


Insomma, questo "Through Centuries Of Dust" non è riuscito a convincere appieno la sottoscritta; non vorrei sembrare spietata come la nota Miranda Priestly, tuttavia reputo che ci siano ampi margini di miglioramento nelle sonorità e nella stesura delle idee dei Nostri. Magari non vanno bruciate tutte le idee in possesso, anche perché la strada è ancora lunga, ma rimane la convinzione che si possa anche diventare più selettivi ed accurati. Giusto osare con un album da proporre, ma comunque sia, non si rimane esenti da errori o da critiche.





01. The Hedgehog's Dilemma
02. Legion
03. Death Riders
04. Shelter
05. The Eclipse
06. Season Of Loss
07. War Inheritance
08. Sinfonia
09. Reason On The Fate
10. Crimson Liberty
11. When Everything Lies

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