Ex-Otago
Mezze Stagioni

2011, La Tempesta Dischi
Pop Rock

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 07/04/11

E’ uscito il 21 marzo questo terzo parto discografico degli Ex-Otago, e non ci potrebbe essere stato giorno migliore per tenere battesimo a “Mezze Stagioni”: perché per sottolineare questa calda primavera che profuma già d’estate, non c’è niente di meglio di questo pop acustico e sincero messo in atto dal quartetto genovese, una musica leggera e briosa, minimalista ma anche arricchita di elementi che riescono tutti a trovare il loro giusto posto.

Merito certamente anche del produttore (e musicista) dei Kings Of Convenience Davide Bertolini, che confeziona un quadro sonoro asciutto e giocoso, l’ideale per incorniciare queste canzoni che amano volare concitate su tastiere anni ’70 (il primo singolo “Marco Corre”, dedicata al campione del mondo di corsa estrema Marco Olmo, e la corsa sfrenata della trombetta su “Gli Ex-Otago E La Jaguar Gialla”), melodie abbaglianti come il sole di luglio e fresche come il vento in spiaggia (“Patrizia”), giocosi valzer (“Una Vita Col Riporto”) e chi più ne ha più ne metta.
Tutto, però, all’insegna dell’intelligenza, del divertimento non gratuito ma sinceramente provato e trasmesso da questi ragazzi attraverso le loro canzoni, brani che, a volte, sanno anche di folklore; e non è, quindi, affatto un caso se sulla bossa nova di “Costa Rica” tornano in mente i Negrita più malinconicamente rivolti verso il Messico, oppure che su “Bar Del Corso” si ritrovi un pianoforte molto “post” e carico di atmosfera, un mood diametralmente opposto rispetto all’umore danzereccio (sempre e comunque fortemente acustico) di “Dance A.M.”, quasi un’introduzione per la cover di “Rythm Of The Night” (sì, proprio quella di Corona, proprio quella che ha costretto chiunque al ballo nella lontana estate del 1993).
Da segnalare, infine, anche il quid non indifferente delle voci solo all’apparenza inconciliabili di Maurizio Carucci ed Alberto Argentesi (sì, proprio il coniglio di “Chiambretti Night”): il primo dedito a grande ariosità pop che sa tanto di UK, con quelle vocali sempre aperte ed allungate, mentre il secondo incalza, nello sfondo, con una sorta di rap delicato che, come accennavo, non stona affatto ma, anzi, conferisce un elemento fortemente caratterizzante dei testi sempre ironici e comunicativi scritti con grande abilità dalla band.

Che dire: un altro centro perfetto per una sempre più lungimirante La Tempesta Dischi, tanto che, se siete tra coloro che hanno contribuito alla produzione del disco mediante l’acquisto di “buonazioni” (secondo un meccanismo già caro a Bandstock), potete stare pure tranquilli: facile che il vostro investimento non sia stato un vuoto a perdere, e che da qui ad un anno possiate ricavarne dovuta soddisfazione.
Nel mentre, io non posso far altro che concludere consigliando l’ascolto di questo disco fresco, dolce e ristoratore come una cedrata in piena estate, soprattutto se siete assetati di melodie godibili ma non per questo necessariamente banali; d’altronde: se la cover è così gialla, un motivo ci dovrà pur essere, no?



01. Marco Corre
02. Patrizia
03. Figli Degli Hamburger
04. Una Vita Col Riporto
05. Ricominciamo Da 3
06. Gli Ex-Otago E La Jaguar Gialla
07. Holidays
08. Costa Rica
09. Dentro La Foresta
10. Dance A.M.
11. The Rythm Of The Night
12. Bar Del Corso
13. (Voglio) Una Donna

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