Kalevala
Musicanti Di Brema

2011, Moonlight Records
Folk Rock

Recensione di Davide Panzeri - Pubblicata in data: 15/05/11

Il "Kalevala", così come recita il sito ufficiale della band, è il poema principe dell’epica Finlandese (tanto cara agli Amorphis), il suo significato si può tradurre con “Kaleva-la” cioè terra di Kaleva o terra degli Eroi. Gli antichi rituali sciamanici di preparazione della guerra o la semplice fermentazione della birra sono stati tramandati per generazioni, prima a voce e poi tramite inchiostro; un mondo fatto di immagini oniriche, popolari e dai connotati decisamente fiabeschi. E’ da qui che i nostri Kalevala traggono l’ispirazione musicale che li sta pian piano portando al meritato successo.

Ma facciamo un passo indietro: la band nasce nel ’95 riunendo al suo interno musicisti accomunati da una stessa naturale passione per il rock e per la musica antica (in questo caso medioevale, folk celtico, etc.), che non si fossilizzasse sui dogmi canonici del folk ma che intraprendesse nuove e travolgenti vie. Tra CD demo, album unplugged e mini CD la compagine italiana giunge alla realizzazione del primo vero e proprio album, questo “Musicanti Di Brema”, che ne celebra splendidamente i quindici anni di servizio.

Quello che si percepisce immediatamente inserendo l’album nel lettore è una sensazione di compattezza, freschezza e bontà musicale non comunemente riscontrabile. L’opener “Time Bandits” eccelle in tutto ciò, mostrandoci una band in forma sbagliante, rinvigorita dal passare degli anni e resa più forte dai rituali celtici, un ottimo refrain e melodie azzeccatissime (come per la quasi totalità del resto del disco) contribuiscono ad amalgamarne le componenti ed a renderla un’ottima traccia iniziale. Il flauto irlandese, onnipresente, ci accompagna in maniera duale, docilmente e freneticamente, in questo viaggio fantastico e fatto di odori ancestrali e suoni magici, tra boschi silvani e simpatiche danze attorno al fuoco (“Weila Waila” è un classico brano della tradizione irlandese riarrangiato che sembra essere stato scritto apposta per questo scopo). “Rigmarole” e “Ten Ton Butterfly” sono, secondo me, altri splendidi esempi di bellezza e passionalità: perdervi in queste melodie vi sarà facile e inevitabile, credetemi. La voce del frontman Simone Casula aiuta a rendere ancora più singolare e particolare questa band, ugola pulita e squillante che accompagna abbracciando festosamente flauti e fisarmonica, diventando un tutt’uno con loro e generando una forte e stretta sinergia. Gli altri membri della band forniscono il loro inossidabile e preciso supporto, decretando il successo del platter.

Le ombre sono effettivamente poche e sono riscontrabili nella traccia “Living Drome” (a mio avviso troppo cupa e fuori posto) e nel probabile rallentamento causato da una proposta troppo similare che affliggerebbe i non avvezzi al genere (ma a dirla tutta, se trovassero troppo ripetitivo e uguale a se stesso l’album ci sarebbe qualcosa che non va in loro). C’è spazio infine anche per una cover: “Ballo in Fa# Min” di Branduardi, riuscita ma non troppo; non so perché ma me la sarei aspettata leggermente più “aggressiva” e ritmata. Resta comunque un brano piacevole all’ascolto e tutt'altro che straniante, al contrario invece di “Bouchons De Liege”, brano cantato interamente in francese, che è sì molto evocativa e in grado di catapultarci nella Francia del secolo scorso, ma ci lascia al momento un po’ basiti e presi in contropiede.

L’album raggiunge per me un livello qualitativo superbo, è registrato professionalmente e di ottima caratura, ciò non fa altro che aumentare il valore intrinseco del disco. Non dimentichiamo poi che i ragazzi sono italiani e che oggi come oggi le band di valore sul suolo italico sono molte ma purtroppo non vengono valorizzate a dovere. Non facciamo cadere dal trampolino questa giovane band e supportiamo il loro operato (tra l’altro la copertina del disco è stupenda: le carte piacentine ricoprono interamente la superficie del disco). Tra l'altro, quando ci si trova davanti ad album di cosi pregevole fattura, come si può non farlo?




01. Time Bandits
02. Building A Cromlech
03. Ride ‘em Cowbell
04. Living Drome
05. Ballo In Fa Diesis Min
06. Bouchons De Liege
07. Weila Waila (Irish Traditional)
08. Necropolitan
09. Rigmarole
10. Ten Ton Butterfly
11. Albumin Vampire
12. Musicanti Di Brema

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