Shining
VII: Fodd Forlorare

2011, Spinefarm Records
Black Metal

Recensione di Stefano Risso - Pubblicata in data: 26/05/11

Dopo i soliti ritardi sulla tabella di marcia, ormai diventati seriali, il settimo album degli Shining è finalmente arrivato sul mercato. “VII: Född Förlorare” è pronto a decretare lo stato di salute, artistica e mentale, del mastermind degli svedesi, quel pazzo scatenato di Niklas Kvarforth, che sarà pur votato all'autodistruzione, ma che dimostra ormai da anni di saperci fare quando si concentra sulla propria band.

La carriera degli Shining è sempre stata segnata da una progressiva evoluzione, ormai lo sanno anche i sassi: dal depressive black metal dei primi lavori, i nostri si sono via via allontanati dalla matrice suicide, arricchendo sempre più il proprio sound, preferendo produzioni sempre più pulite, alzando il livello tecnico, guardando anche ad altri generi per trarre ispirazione... Insomma, fino ad ora gli svedesi sono riusciti a non ripetersi mai e a presentare a ogni tornata album differenti, stupendo gli ascoltatori, probabilmente deludendo i puristi, ma facendo la felicità di tanti altri che vedevano negli Shining una band che, pur cambiando pelle, rimaneva fedele al proprio concept, marchiando a fuoco qualsiasi cosa uscisse dalla mente di Kvarforth. Tutto questo è durato fino ad oggi, purtroppo, perchè per la prima volta da oltre dieci anni a questa parte, la musica degli Shining non stupisce, ci accoglie facendoci sentire a casa, emozionandoci, ma non porta nulla di nuovo.

I primi ascolti di “VII: Född Förlorare” lasciano un po' interdetti. Il salto da “VI – Klagopsalmer” è netto, ma invece dell'aspettata nuova evoluzione, i richiami a “V – Halmstad” si fanno sempre più forti. La violenza del predecessore è stata messa in secondo piano, favorendo un approccio più “morbido” e malinconico, con il solito sfoggio di sali/scendi in cui alle classica rasoiate si frappongono intermezzi acustici, una direzione che a grandi linee si pone sulle stesse coordinate del già citato “V – Halmstad”, magari rifinite ulteriormente nella produzione, con un tocco melodico più spiccato, senza riuscire però a distanziarsi totalmente. Tutti questi pensieri trovano una spiegazione logica quando il buon Niklas ci svela in sede di intervista che “VII: Född Förlorare” è stato composto ben quattro anni fa e che nella mente del musicista doveva essere la logica prosecuzione di “V – Halmstad”, mentre “VI – Klagospsalmer” è stato solo un esperimento per liberarsi dalla Osmose Productions, composto e suonato in fretta e furia (“a dire la verità non lo considero nemmeno un vero album degli Shining”).

Tutto chiaro dunque. Rimane solo da giudicare queste nuove tracce. Non siamo davanti a un disco deficitario, tutt'altro, la tracklist è come al solito solida e di grande impatto emotivo, ricca di composizioni lunghe e sofferte, ormai rifinite con una professionalità difficilmente immaginabile agli esordi; l'unico difetto è che in “VII: Född Förlorare” non c'è nulla che un fan degli Shining non abbia già ascoltato in passato (senza ombra di dubbio in meglio), risultando così ampiamente avvezzo a un songwriting che si sviluppa stavolta con una certa prevedibilità. È come se si potesse prevedere lo svolgimento dei brani, quando arriva la classica pausa acustica, quando arriva l'assolo, quando si riprende a salire di giri, ecc... Il tutto unito a un'ispirazione buona ma non eccezionale, come se i nostri non siano riusciti ad andare oltre il dovuto. Esemplificativa l'opener “Förtvivlan, Min Arvedel”, un pezzo che più classico non si può, se vogliamo anche piuttosto piatto rispetto ai canoni della band. Un brano che è un po' lo specchio di tutto l'album, dignitoso ma senza azzardare, andando sul sicuro, come lo stesso Kvarforth ci ha detto: “un po' più commerciale rispetto al precedente”.

Ovviamente questo non significa che vedremo gli Shining primeggiare nella Billboard Chart, però per la prima volta è come se il meccanismo abbia subito una piccola battuta d'arresto, rimanendo sempre su livelli decisamente appaganti. Speriamo che con una ritrovata serenità contrattuale con la Spinefarm Records, possa permettere agli Shining di riprendere il discorso.



01.Förtvivlan, Min Arvedel

02.Tiden Läker Inga Sår

03.Människa O'Avskyvärda Människa

04.Tillsammans Är Vi Allt

05.I Nattens Timma (Landberk Cover)

06.FFF

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