The Steve Miller Band
Let Your Hair Down

2011, Roadrunner Records/Warner
Blues Rock

Steve Miller, bluesman americano per eccellenza, torna alla riscossa...
Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 24/06/11

Questi sono i dischi per cui vale ancora la pena spendere il nostro denaro. Dopo il successo americano dell’acclamato “Bingo!”, lavoro commentato su queste stesse pagine, il bluesman Steve Miller manda alle stampe un degno successore, Let Your Hair Down, la cui copertina che potete vedere qui a margine è stata nuovamente ideata da Storm Thorgerson, storico designer dei Pink Floyd. Come accaduto al suo predecessore, anche Let Your Hair Down ha subito una gestazione inconsueta: le registrazioni allo Skywalker Ranch risalgono infatti a fine 2008, in contemporanea con “Bingo!”, ma il rilascio avviene soltanto oggi, due anni e mezzo dopo.


Intenso, ordinato e dinamico nonostante lievemente omologato in fatto di stile, "Let Your Hair Down" si affida a un repertorio ordinario che evoca le esibizioni dal vivo di un artista nato, cresciuto e vissuto per deliziare la folla dal centro del palcoscenico. Ciò che traspare nei quattordici brani di cui si compone il lavoro, quattro dei quali bonus se opterete per l’edizione limitata in digipack, è la passione smisurata per un genere vetusto ma attualizzato da una produzione (Andy Johns) che lambisce l’eccellenza. Molto di ciò che sentirete non sembra pensato e riportato su un pentagramma perciò la giusta dose di improvvisazione, dote sempre più rara, dovete metterla in conto quando avete in loop un pezzo suonato da Miller, che nella fattispecie si districa agilmente tra le note sguazzando felice come un bambino in una piscina tutta per lui.

Il rovescio della medaglia sta tutto nel genere proposto, di gran lunga sottovalutato dal popolo europeo, e in questa occasione più americanizzato che mai: riuscirete davvero, chiudendo gli occhi, a immaginare di vivere una serata all’interno di un fumante locale newyorkese anni ‘60, tra armoniche e chitarre, senza cedere alla tentazione di riaprirli?


Disco non per tutti perché manca la cultura del blues nel nostro paese. Io mi limito a consigliarne l’acquisto sia ai pochi che ne sanno davvero qualcosa, sia ai tanti che nel loro piccolo vogliono cominciare a scavare sino alle radici del rock, dove tutto ha avuto inizio, in un mondo molto molto lontano. In quanto a Steve Miller beh… lui è già storia, non ha nulla da dimostrare.





01.Snatch It Back And Hold It
02.I Got Love If You Want It
03.Just A Little Bit
04.Close Together
05.No More Doggin
06.Pretty Thing
07.Can't Be Satisfied
08.Sweet Home Chicago
09.Love The Life I Live
10.The Walk
Bonus tracks:
11.When Things Go Wrong (It Hurts Me Too)
12.I Ain't Got You
13.Tell Me What's The Reason
14.Driftin' Blues

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