Karma To Burn
V

2011, Napalm Records
Stoner

Recensione di Alberto Battaglia - Pubblicata in data: 17/07/11

Certi dischi rappresentano una pura aggiunta di dieci pezzi alla lista del "già sentito" e facilmente regalano più sbadigli che emozioni. A quanto pare non è il questo il caso dell'ultimo dei Karma to Burn, nome in circolazione nel filone stoner già dal 1997. Non perchè "V" inventi qualcosa di trascendentale, ma piuttosto per il semplice fatto che non si sbadiglia così facilmente: sì, è un disco che più "desertico" era difficile concepirlo, stoner dall'inizio alla fine, eppure così convinto da convincere anche noi.

I Karma to Burn imbandiscono la tavola sguarnendola dell'elemento vocale, presente solo in un paio di occasioni, ma senza far mancare dosi massicce di riff sporchi e sabbiosi. Ma sì certo, dopo tutto si tratta della musica che gruppi come Kyuss e Fu Manchu ci avevano già abituato a sentire.. A partire dalla subepidermica estrazione blues di certi passaggi, come per esempio quello di apertura: "47" (sì, la fantasia nei titoli è una loro dote) attacca proprio con un sozzo incipit da assolata autostada americana. La successiva "50" è un altro manifesto della chitarra stoner, quella che suona suppergiù come una grattuggia, come nel caso del pezzo precendente galoppa nelle orecchie una cavalcata strumentale bella rocciosa, che, però non è che possa vantare chissà quali temi memorabili. Già un po' più indigesta è "48", mentre seguirà ad essa quello che forse è il pezzo migliore del lotto. "Cynics"è un brano che non risparmia il contributo vocale, gustosamente hard rock nel piglio (non ricorda "Woman" dei Wolfmother quell'intro un po' così?) e dispone di tutti numeri per far scuotere un po' di chiome sudate. E poi via così, fra il buon tiro di "49" e di "Jimmy Dean" i Karma to Burn persererano nel rincarare la dose. Gran sorpresa poi nel finale: "Never Say Die" dei vecchi (non ce ne vogliano) Black Sabbath; oddio, compitino svolto in modo un po' pedestre. I Nostri, comunque, tengono la cloche salda nei pugni, senza perdere quota nel corso dell'esecuzione: "V" è tutta benzina sul fuoco per gli appassionati dello stoner.



01. 47
02. 50
03. 48
04. Cynics
05. 49
06. 51
07. Jimmy Dean
08. Never Say Die (Black Sabbath Cover) 

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