Anneke van Giersbergen
Everything Is Changing

2012, Agua Recordings
Pop Rock

L'anima pop dell'ex The Gathering trova libero sfogo nel suo terzo album solista
Recensione di Marco Belafatti - Pubblicata in data: 20/01/12

Da una cantante del calibro di Anneke van Giersbergen è lecito aspettarsi dischi di alto livello, non fosse altro che per i suoi illustri trascorsi tra le fila dei The Gathering, una band che nel corso di una carriera ventennale non ha sbagliato un solo colpo. Tuttavia, non si può certo dire che la bella olandesina abbia tenuto fede al principio di qualità che regolava (e regola tuttora) ogni uscita discografica dei suoi ex compagni di squadra, tant'è che dopo un album d'esordio dominato da luci ed ombre con il monicker Agua De Annique ed un follow-up che preferiamo semplicemente dimenticare, le aspettative nei confronti di un capolavoro - quello che il suo carisma e le sue indiscutibili capacità vocali potrebbero tranquillamente permetterle di scrivere - sono lentamente svanite nel nulla. Quindi, se la saggezza popolare ci insegna che “l'erba voglio non cresce neppure nel giardino del Re”, tanto vale accontentarsi di una Anneke completamente asservita alla causa del rock più radiofonico e accogliere a braccia aperte la promessa di rivoluzione che, sin dal titolo, questo “Everything Is Changing” porta con sé.

Le collaborazioni degli scorsi anni con gli inglesi Anathema, piccoli re mida del (post?) rock atmosferico, e con l'eclettico Devin Townsend, effettivamente, devono aver giovato parecchio alla musica della Nostra, che in occasione dell'uscita del suo terzo full-length solista appare incredibilmente vitale e “ringiovanita” rispetto alle ultime prove in studio. Altrettanto proficuo dev'essere stato il sodalizio con il produttore portoghese Daniel Cardoso, al quale riconosciamo il merito di avere donato al disco una deliziosa anima elettronica che ben si sposa con le attuali aspirazioni pop di Anneke, oltre ad aver posto la propria firma su buona parte delle composizioni. Da questi presupposti nasce un'opera sorprendente, fresca, accattivante e ricca di canzoni che, pur non facendo gridare al miracolo, ci costringono a cedere ai loro ritornelli memorabili e ci consegnano la Anneke più grintosa e passionale degli ultimi tempi.

“Everything Is Changing” suona come un mix di tutto ciò che il migliore alternative rock radiofonico (sembra una definizione paradossale, ma grazie ad essa riusciamo ad inquadrare nel migliore dei modi la dimensione musicale di una miriade di formazioni) ha saputo offrire nel corso del nuovo millennio. Provate ad immaginare ad una versione al femminile dei Muse accompagnati dal timbro caldo e protettivo di Anneke (“I Wake Up”), che dopo averci cullato sugli eterei ricami trip-hop della title-track o sul pianoforte zuccherino di “Circles” (brividi a profusione), scherza con noi sulle note frizzanti e gli arrangiamenti stratificati di “Take Me Home”, o dedica al figlio Finn una piccola perla electro-rock (“My Boy”). C'è spazio anche per qualche incursione in territori più heavy, sulla scia del basso pulsante di “Slow Me Down” e sui riff dal vago sentore gothic di “1000 Miles Away From You”. Con questo album Anneke e la sua squadra non hanno voluto scontentare nessuno e, con nostra grande sorpresa, hanno ottenuto un mix di generi ed influenze che persino i palati più fini troveranno appetitoso (che differenza rispetto alle nenie semi-acustiche di “In Your Room”!).

Ebbene sì, il capolavoro che qualcuno aspettava con impazienza non è ancora arrivato ed “Everything Is Changing” è a tutti gli effetti un disco pop rock particolarmente easy-listening, forse anche più dei suoi predecessori... Ma bando alle ciance: questa volta il gioco vale veramente la candela, fidatevi! Onore al merito, quindi, e una valanga di complimenti alla dolce, adorabile, come sempre bravissima, Anneke van Giersbergen.



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