Gabriele Pala's Goldenseed
The War Is In My Mind

2012, SG records
Prog Metal

Recensione di Luca Ciuti - Pubblicata in data: 27/01/12

Presentato nelle note promozionali come “un caleidoscopio di stili”, Goldenseed è l’ambizioso progetto di Gabriele Pala, chitarrista e polistrumentista triestino classe ’77 dalla spiccata attitudine progressive e votato alla sperimentazione più spinta; “The War Is In My Mind” è un titolo che si spiega da solo, specchio fedele della personalità artistica che lo ha forgiato, una personalità che definire eclettica e complessa è riduttivo. Quello del giovane axeman è infatti proiettato sul versante colto del pentagramma, più che un miscuglio di stili eterogenei, un complesso mix di metal progressive e fusion.
 
Se le prime due tracce suonano complesse e coinvolgenti e riescono a regalare qualche spunto interessante, già dalla terza “A Million Random Digits” il disco prende tutta un’altra piega; su tutto il lavoro aleggia pesante lo spettro di Frank Zappa, cui Pala rende omaggio con un titolo programmatico quale “Homage to Frank”, a esplicitare il fatto di essere al cospetto di un disco tutt’altro che facile. Superfluo dire che se dovessimo dare un voto alla sola tecnica esecutiva sarebbe senza dubbio un bel dieci e lode; per giudicare un disco tuttavia è necessario misurarne il suo grado di comunicabilità che, nel caso specifico, è piuttosto basso e non certo perché si tratta di un lavoro strumentale. “The War Is In My Mind” è un disco difficile, tanto affascinante quanto impenetrabile, chiuso su se stesso e che non lascia all’ascoltatore chiavi di lettura diverse da quelle della tecnica. “G1S Transition”, “XTP3”, “Aragonite Sea” sono titoli emblematici che nascondono partiture complesse sospese fra estemporanee soluzioni melodiche che si legano a ritmiche tortuose come un filo lungo che trascina l’ascoltatore negli angoli più reconditi del genio compositivo di Gabriele Pala e nei quali lo stesso ascoltatore rischia facilmente di smarrirsi. A tutto questo, si aggiunge una base musicale piuttosto fredda, fatta di suoni elettronici onestamente un po’ fastidiosi, che si limita a fare da cornice alle funamboliche pennellate del giovane talento triestino.
 
A poco servono le incursioni nel campo del metal estremo e la presenza di un testimonial d’eccezione come l’ex Mayhem Stian Culto, meglio conosciuto come Occultus, nella conclusiva “(Dead) On The Road”. Insomma, che siate dei cultori della fusion o attenti ascoltatori alla ricerca di prodotti avanguardistici,  il disco potrebbe fare al caso vostro, se invece avete fatto fatica a cimentarvi con questo genere sino ad oggi, difficile che questo lavoro possa farvi cambiare idea.




01. The R38 Class
02. Kosmos 233
03. A Million Random Digits
04. Aragonite Sea
05. Blindness
06. An Homage To Frank
07. The Enhancer Trap
08. XTP3
09. G1S Translation
10. The Cathedral Of Incarnation
11. (Dead) On The Road (featuring Stian Culto)

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