Rage
21

2012, Nuclear Blast
Heavy Metal

I Rage tornano con il loro 21° studio album e, come sempre, non deludono!

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 20/02/12

Certo che raggiungere il ventunesimo studio album non è cosa da tutti, se poi consideriamo la qualità media contenuta nella discografia dei Rage,  ecco che il tutto appare decisamente sorprendente. Per festeggiare i trent’anni di onorata carriera la band capitanata dal carismatico Peavy Wagner da alle stampe “21” disco che possiamo sin da subito definire come uno dei più diretti e aggressivi della loro incredibile storia. Un ritorno, quindi, alle sonorità più pesanti della band che conferma la recente tradizione nella quale ad un disco orchestrale la band tedesca fa seguire un’uscita adrenalinica e, come spesso accade, il risultato è più che soddisfacente.

Il compito di aprire il disco viene affidato alla title track che utilizza il mondo del blackjack per enfatizzare la magia del numero “21”. L’approccio è estremamente efficace e senza dubbio pensato per la sede live. In realtà questo aspetto è ben presente per tutta la durata del disco e la produzione, molto semplice e diretta, ne esalta tali aspetti. Il brano risulta quindi molto aggressivo, con stupendi riff di chitarra, ed un ritornello arioso e di facile assimilazione, ideale per essere cantato a pieni polmoni durante i concerti. Le successiva “Forever Dead”  e “Feel My Pain” confermano le ottime impressioni dell’opener e sottolineano la capacità di Peavy & C. di passare dalle sonorità più marcatamente thrash a quelle più melodiche ed hard’n heavy con molta naturalezza, riuscendo sempre a garantire quel tocco distintivo di originalità che ha da sempre contraddistinto  i lavori dei Rage. Il disco risulta molto piacevole e non mancano momenti “estremi” come nel caso di “Serial Killer” dove però tutto il buono fatto in fase di arrangiamenti non trova completamento nella bontà delle linee melodiche che appaiono eccessivamente prevedibili.

Volete sapere come nasce un brano dei Rage?  Bene allora dovete ascoltare il finale di “Psycho Terror”, forse il brano più riuscito del disco, in cui i nostri ripropongono, negli ultimi secondi, la registrazione originale da studio in cui da un divertente motivetto appena accennato si sente “nascere” la canzone. Eccezionale il lavoro di Smolski alla chitarra e soprattutto è degna di nota la prova di Peavy dietro al microfono che, grazie a linee melodiche particolarmente pregevoli, riesce ad emozionare. La seconda parte del platter risulta essere un po’ più altalenante delle prima e con meno picchi compositivi, ma il tutto risulta molto omogeneo e ben strutturato. Unica pecca sono alcuni ritornelli (quello di “Death Romantic”) su tutti che risultano troppo semplici e che mettono in secondo piano l’ottimo lavoro dei musicisti.

Mi sento di riservare un plauso particolare a Victor Smolski che, ancora una volta, ci regala una prestazione sopra le righe sia come chitarrista che come arrangiatore ed è questo il vero valore aggiunto dei Rage dell’ultimo periodo: un artista completo che riesce a riempire ogni brano di eleganza, gusto e raffinatezze che donano longevità ai brani.

“21” rappresenta quindi l’ennesimo lavoro di qualità da parte dei Rage e, pur non raggiungendo la qualità assoluta dei migliori dischi delle band ha tuttavia il merito di regalarci un’ora di ottima musica suonata magistralmente. Come molti dischi dei Rage anche questo sicuramente non passerà alla storia, ma personalmente mi basta la consapevolezza che difficilmente ascolterò nel 2012 dischi migliori di questo, per promuovere “21” a pieni voti.





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