Steel Panther
Balls Out

2012, Universal Republic
Hard & Heavy

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 09/03/12

 

Recensione a cura di Erika Baini

Che sia il momento o meno di tirare fuori gli attributi non sta a noi a deciderlo perché c’è già chi è pronto a imporcelo a suon di rock n’ roll, al di fuori del metaforico e del reale, con un incisivo “Balls Out” rafforzato dall’immagine di una provocante e attraente donna in primo piano con due grandi sfere d’acciaio nelle mani. Gli Steel Panther sono tornati a ruggire e travolgerci con il loro hair metal riesumato dai famigerati e dannati anni 80’ in cui impazzavano capelli cotonati, lacche, spandex in pelle e leopardati, calze a rete, tacchi, zeppe, eyeliner e rossetti di ogni genere per non parlare delle interminabili nottate passate in tour bus e motel tra “sex, drugs and rock n' roll”. Ebbene, per i quattro rocker losangeliani sono trascorsi già quasi tre anni in cui con il nome ufficiale di Steel Panther sono stati consacrati al panorama mainstream con l’uscita del riuscitissimo “Feel The Steel” avvolto di un aura originale e creativa imbevuta fino al midollo di hair metal alla Bon Jovi e hard rock alla Van Halen (formazione Dave Lee Roth). Un hard rock tuttavia non univoco ma che strizza l’occhio alla durezza di un heavy metal di qualità caratterizzato in toto da un’ironia di sfondo erotico, demenziale e scherzoso che connota testi come “Asian Hooker”, “Community Property”, “Fat Girl”, “Party All Day”, “Stripper Girl” e “Girl From Oklahoma”, per citare qualche esempio. E se il motto “Fuck All Night and Party All Day” era la pedina movente di “Feel The Steel”, in “Balls Out” rimane dunque uno degli ingredienti principali e di rito rendendolo a maggior ragione un lavoro accattivante; una cornice che ci risucchia in quegli anni in cui la magia del rock aveva rimorchiato sulle sue spalle tutto il popolo alternativo inconsapevole e solo il pensiero che tutto questo si prova ascoltando una band come gli Steel Panther c’è da dire che le quattro pantere losangeliane hanno imboccato la strada giusta (dopo anni di militanze in band diverse e ricche esperienze on stage).

Seguendo la linea del precedente “Feel The Steel”, “Balls Out” si configura come un lavoro in cui emerge la piena maturità tecnica e artistico/creativa in cui l’heavy metal va accentuandosi sempre di più, fondendosi a frange più pacate del pop metal, fino a farci dimenticare il carattere e l’intento ironico/demenziale e parodico dei testi inducendoci così a concentrarsi sulla bravura e la maestria di Michael Starr (Voce), Lexxi Foxx (Basso), Satchel (chitarra) e Stix Zadinia (batteria). “Balls Out” è una sorta di insolita piece teatrale in cui attraverso la finzione (il ritorno alla decade ottantiana) è il presente che parla, è l’hard & heavy di qualità, suonato con sangue e sudore che fa la sua entrata in scena a braccetto con l’ironia dei testi lasciando a bocca aperta i buongustai dell’ottima musica. Ma a sua volta il presente è proiettato in un futuro ipotetico dettato dall’anno 6969 dove la parola d’ordine è il sesso in ogni possibile forma.

Ad aprire quest’anno davvero eccitante in tutti i sensi è l’energica “Supersonic Sex Machine”, in cui l’overture è affidata alle chitarre infiammate e urlanti di Satchel; a fare da comune denominatore è l’heavy metal dove la old school hard and heavy fa da sfondo alla new generation arricchendosi reciprocamente in modo senz’altro innovativo come anche in “It Won’t Suck Itself” la quale può vantare della presenza di un illustre ospite se non una delle voci più belle del rock odierno: Chad Kroeger, leader dei Nickelback; alla lista si può aggiungere anche “Gold Diggin Whore”, “I Like Drugs” (ironico il ritornello “…mi piacciono le droghe ma io non piaccio a loro”), “Critter”, “Let Me Cum In”. Un posto riservato e un discorso a parte spetta alle ballad che costituiscono una carta vincente per qualsiasi rock band e anche gli Steel Panther ovviamente non potevano esentarsi dal farlo: “Why Can’t You Trust Me” e “Weenie Ride” sono le canzoni in questione che puntano il dito a un pop metal ammiccante e per nulla scontato.

Toccando hard rock, glam metal, hair metal, pop metal, personaggi dialoganti di un unico palcoscenico fatto di heavy metal, “Balls Out” si presenta come un concentrato di energia, maestria, originalità artistica all’interno dello storico motto che porta il nome sex, drugs & rock n' roll. E se gli Steel Panther avevano iniziato per scherzo dichiarandosi ironicamente come una hair metal band che non riuscì a raggiungere il successo negli anni '80, con “Balls Out” le carte in tavola sono cambiate: come si suol dire “gli attributi si vedono sulla lunga distanza”!





01. In The Future
02. Supersonic Sex Machine
03. Just Like Tiger Woods
04. 17 Girls In A Row
05. If You Really, Really Love Me
06. It Won't Suck Itself
07. Tomorrow Night
08. Why Can't You Trust Me
09. That's What Girls Are For
10. Gold-Digging Whore
11. I Like Drugs
12. Critter
13. Let Me Cum In
14. Weenie Ride

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