Planethard
No Deal

2012, RNC Music
Hard Rock

Recensione di Gaetano Loffredo - Pubblicata in data: 16/03/12

Li avevamo lasciati con un esordio, "Crashed On Planet Hard", un po’ al di sotto delle aspettative e di certo discordante da quelle che sono le reali potenzialità dei ragazzi fuori e dentro il palco, li ritroviamo con un disco che è sinonimo di crescita, nel bel mezzo di quello che si sta palesando come un esemplare processo di maturazione. I Planethard, ensemble milanese nato sotto il segno del rock, hanno percorso molta strada in questi ultimi anni, si sono rimboccati le maniche e dopo l’indispensabile tour in giro per i locali di mezza Italia si ripresentano con "No Deal", il frutto di un consolidato bagaglio d’esperienza.


La promozione del nuovo disco è affidata ad un interessante teaser, che potrete vedere e sentire su youtube, e al video del singolone “Ride Away”, il miglior pezzo sin qui mai prodotto dai milanesi. Basteranno questi due piccoli frammenti per capire che in casa Planethard si è entrati in una fase di vera e propria evoluzione. Oggi, notevolmente migliorata e modernizzata, la produzione dei Nostri si avvale di un sontuoso lavoro di cesello con esiti confortanti: il paragone con il primo lavoro qui nemmeno sussiste. Altro punto a favore è la revisione del sound, molto più ricercato e in un certo senso “pregiato” rispetto a quanto sentito in precedenza, qualcosa che si addice maggiormente alle caratteristiche della band: i riferimenti ai Guns ‘N’ Roses e ai Motley Crue ci sono ancora, ma meno invadenti, e lo stile si è innovato in modo direttamente proporzionale al fattore produzione.


Manca ancora qualcosa in fase compositiva, le idee messe in campo sono buone ma necessitano di ulteriori elaborazioni per trasformare in ottimi quelli che all’orecchio traspaiono come brani discreti. Niente paura però, perché lo scenario che si dispiega è più che soddisfacente: grandiosa la sezione ritmica e molto ben mirati i ritornelli, il tutto sorretto da una magnifica performance di Marco D’Andrea alla chitarra e dalla voce di Marco Sivo che, con una produzione all’altezza come quella corrente, si erge incontrastata (ascoltare per credere). Gli esiti, se non l’avete ancora afferrato, sono incoraggianti: i Planethard si tolgono definitivamente di dosso l’etichetta di band underground ed elevano il loro status. Qualche piccola correzione e un grado superiore negli arrangiamenti e in generale nelle composizioni… e il gioco è fatto: avremo a che fare con una delle migliori hard rock band d’Italia. Ci siamo ragazzi.





Recensione
Alter Bridge - Walk The Sky

LiveReport
Volbeat - Rewind, Replay, Rebound World Tour - Milano 14/10/19

LiveReport
Pixies - UK & Europe Tour 2019 - Bologna 11/10/19

Recensione
Nick Cave & The Bad Seeds - Ghosteen

Videointervista
Lacuna Coil: Cristina Scabbia, Andrea Ferro

Recensione
Lacuna Coil - Black Anima