Clairvoyants
The Shape Of Things To Come

2012, Valery Records
Heavy Metal

Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 22/03/12

Quando nel 2009 uscì “Word To The Wise”, i Clairvoyants salparono alla volta dell'ignoto, verso l'oceano infinito che si apriva dinanzi a loro. Mollare l'ancora dallo scoglio Iron Maiden voleva dire tuffarsi con coraggio in un mondo nuovo, passare dalle “sicure” cover della Vergine Di Ferro a comporre pezzi propri con il futuro che sarebbe potuto diventare un grosso punto di domanda. E invece per il gruppo lombardo sono arrivate solo soddisfazioni, tanto da dare un seguito al debutto discografico di tre anni fa.

The Shape Of Things To Come” è stato forgiato nella fucina del dio Vulcano fondendo nel calderone l'heavy metal di matrice britannica e l'hard rock tradizionale. Ciò che è evidente sin dai primi brani è come la formazione italiana abbia trovato una dimensione chiara che la fa emergere con personalità e stile, scollandole di dosso completamente l'ombra ingombrante di Steve Harris e soci.

Nella prima parte del disco i ritmi sono molto cadenzati e i massicci riff di “No Need To Surrender” (quello del bassista Paolo Turcatti rimane in testa come un ossesso) e “I Don't Believe Their Lie” fanno da buon apripista assieme ai ritornelli armoniosi di “Endure And Survive”. Quando il CD entra nel vivo i Clairvoyants rispolverano l'heavy metal classico e i risultati sono ottimi, specialmente per quanto riguarda la tripletta irresistibile formata dalla title-track, “Prometheus” e “The Only Way Out Is Through”. Ma le chitarre di Princiotta e Demartini non sono solo armate per la battaglia e concedono momenti di ampio respiro con il dolce tripudio melodico di “Sinner's Tale” e “Just The Same Story” o con la conclusiva “Horizon Calling”, traccia dall'andamento piuttosto compassato ricca di riff e fraseggi evocativi, che portano l'immaginazione a viaggiare oltre l'orizzonte visivo.

Ispirato e suonato in modo egregio, “The Shape Of Things To Come” non fallisce l'appuntamento e, anzi, consacra i Clairvoyants tra le più belle realtà della scena metal italiana. Alla bontà dell'album, infine, contribuiscono anche la scelta dei suoni, puliti e possenti, e la produzione impeccabile alle sue spalle.

Rispolverando la celeberrima frase pronunciata da Gene Wilder nella pellicola “Frankenstein Junior”: “Si può fare!”. Sì, perchè la band lombarda ha dimostrato come si possa salpare dall'isola felice “Cover Island” per puntare verso nuovi orizzonti... e con ottimi risultati.



01. No Need To Surrender
02. I Don't Believe Their Lie
03. Endure And Survive
04. Just The Same Story
05. The Shape Of Things To Come
06. Prometheus
07. The Only Way Out Is Through
08. Sinner's Tale
09. To Heaven And Back
10. Here Today, Gone Tomorrow
11. Horizon Calling

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