Clairvoyants
Word To The Wise

2009, Valery Records
Heavy Metal

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 29/04/09

Prima o poi doveva accadere. Dopo aver girato in lungo e in largo l'Italia professando il verbo della "Vergine di Ferro", i Clairvoyants raggiungono la maturità componendo, come naturale evoluzione artistica, un disco di brani inediti.
Una scelta coraggiosa quella di mettersi in proprio dopo quasi una decade di grandi successi come cover band, che giunge quanto mai gradita soprattutto per le qualità che il quintetto dimostra in questo “Word To The Wise”.

Per il difficile compito di aprire l’album viene scelta la strada più semplice, puntando alla tradizione maideniana fatta di interessanti intrecci di chitarre, di cavalcate e di un buon gusto della melodia che fanno di “Journey Through The Stars” una solida e convincente base di partenza sulla quale poter iniziare a presentare all’ascoltatore sfaccettature artistiche personali. Se “The Lone” rappresenta il lato grintoso della band, è soprattutto con la bella “The Pain Of Truth” che i nostri strappano le catene dalla morsa della venatura marcatamente britannica del loro sound, per arricchirlo con sfumature molto riflessive ed atmosferiche. Finalmente libero da schiaccianti paragoni, il singer Gabriele Bernasconi riesce ad esprimersi al meglio dando grande profondità interpretativa al brano che risulta essere forse il migliore dell’album.

Dopo la riuscita “Back to my Dreams” e la meno ispirata “Step Aside”, arriva la superlativa “Closer” in cui la vena teatrale della band prende il sopravvento sulle reminescenze ottantiane dando vita ad un brano estremamente piacevole anche grazie alle doti compositive di Oliver Palotai, tastierista dei Kamelot, che riesce a calare il pomposo sound della sua band madre nelle trame dei The Clairvoyants. Il materiale inedito presente nel disco termina con la successiva title track, un omaggio ai classici del passato grazie soprattutto ad una sezione ritmica mai così incalzante. Il gran finale viene così lasciato alla cover della celeberrima “Hallowed be thy Name” la quale dimostra a chiare lettere perché la band comasca venga considerata, in Italia la tribute band degli Iron Maiden di riferimento.

Mi permetto di fare un applauso a questi ragazzi sia per la passione con cui hanno portato avanti il proprio amore per l’heavy metal negli anni, sia per il coraggio di proporre la propria musica in un periodo in cui sono le cover band a ricevere il maggior riscontro in sede live. L’applauso però non si limita solo al coraggio, ma si estende anche alla qualità delle composizioni, che se da una parte hanno forse eccessivi richiami, dall’altra sono qualitativamente pregevoli e ci regalano cinquanta minuti di sano heavy metal, così puro e ben riuscito da fare invidia a certe “vergini” dei giorni nostri.



01.Journey Through The Stars
02.The Lone
03.Choose The Truth
04.The Pain of Sight
05.Sheer Hate
06.Back to my Dreams
07.Step Aside
08.Closure
09.Word to the Wise
10.Hallowed be thy Name (Iron Maiden Cover)

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