Totalselfhatred
Totalselfhatred

2008, Osmose Productions
Black Metal

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 09/05/09

Recensione a cura di Sergio Vinci

 

Ecco che mi trovo a recensire il classico disco che farà la gioia di (quasi) tutti gli appassionati del cosiddetto depressive black metal, ovvero un lavoro partorito da una band che, a partire dalle credenziali con le quali si presenta (finlandesi, con membri di band famose quali Horna, si propongono col sottogenere che più sta spopolando in ambito black negli ultimi anni, ovvero il già citato depressive), non mancherà di mietere vittime in quella nicchia di ascoltatori che ricercano sonorità e liriche introspettive, meditative e nichiliste.
Forti anche di una produzione abbastanza cristallina per i canoni del genere proposto e incensati in diverse “circostanze” da parte della stampa specializzata, sembrerebbe che la strada di questa band, anche in questa recensione, sia del tutto in discesa. Forse per mia incapacità nell’entrare nel giusto “mood” di prodotti come questo, forse perché sto invecchiando e di musica così ne ho sentita, ne sento e ne sentirò a palate, forse perché non ho scorto un brano davvero emozionante in tutta la durata di questo platter…  insomma, non vorrei fare la voce fuori dal coro, ma, sintetizzando, ho trovato semplicemente scialbo questo primo parto dei Totalselfhatred.

Tutti i brani sono di una piattezza allarmante: invece che toccare le varie sfaccettature dell’anima, come dovrebbe competere ad un disco di questo genere, vanno solo a solleticare la voglia di “skippare” per tre o quattro brani e poi chiudere definitivamente la triste esperienza di questo lavoro. Quindi non saprei nemmeno elevare uno o più brani al di sopra di altri in questo noioso marasma sonoro, poiché, detto in maniera schietta, ho provato diverse volte a scorgere qualcosa di interessante, ma alla fine è stata solo una perdita di tempo e di pazienza.
Tutto è standard qui, fin troppo: finta depressione, finto monicker autolesionista, finto black metal che si rifà in maniera blanda ad acts ben più capaci (inutile che faccia nomi, pensate ai “soliti” noti che si citano quando si parla di depressive), il tutto condito con vaghe reminiscenze di gothic e doom in stile Katatonia.
Infine, un cover-artwork da brivido (nel senso dispregiativo) si pone come ciliegina su una torta davvero indigesta per i miei gusti.

Non mi rimane altro da dire. Faccio i miei più sinceri auguri a questa band per il suo futuro, sperando che possa proporci qualcosa di decisamente più personale, interessante, accattivante e chi più ne ha ne metta.
Per ora, mi spiace (e non è affatto mia consuetudine farlo), ma devo bocciarli senza troppi rimorsi.





1.Enlightment

2.Ruoska

3.Sledge-Hammered Heart

4.Spirituelles Equilibrium

5.Mighty Black Dimensions

6.Carving

7.Total Self-Hatred

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