Artillery
By Inheritance [Reissue]

2008, Metal Mind
Thrash

Recensione di Marco Ferrari - Pubblicata in data: 03/06/09

La storia degli Artillery rappresenta in maniera emblematica e cruda l’altalenarsi di fortune diametralmente opposte che ha vissuto il thrash nelle sue quasi tre decadi di storia.


Formatisi nel 1982 in un sobborgo di Copenhagen (Taastrup, ndm), i cinque danesi, dopo numerosi demo,  diedero alle stampe il proprio esordio discografico, “Fear Of Tomorrow”, nel 1985. Il disco ottenne  buoni responsi sia in termini di critica che di pubblico e li portò a pubblicare, nel 1987, “Terror Squad” che però non riuscì a bissare il successo del predecessore e portò la band davanti al baratro del prematuro scioglimento anche perché letteralmente scaricati dalla propria casa discografica.

Dopo un momento di forte scoramento e di avvicendamenti nella line up (il bassista Peter Thorslund decide di lasciare la band), il combo danese inizia la stesura di alcuni brani mentre continua la sua attività live riuscendo, tra l’altro, a supportare band del calibro di Slayer e Metallica. Il materiale inciso, nel frattempo, diviene un demo che gli Artillery utilizzano come manifesto di quello che divverrà negli anni uno dei più interessanti esempi di thrash tecnico mai scritti.  Conquistata la fiducia della Roadrunner Records, il disco vide la luce nel 1990 e rimase, fino alla reuinion del 1998, il testamento musicale della band di Copenhagen.


By Inheretance” si apre con l’articolata “7:00 From Tashkent” che immediatamente sottolinea il cambio stilistico e la maturità raggiunta grazie a variazioni musicali dal sapore progressive che ben si amalgamano al suono generalmente molto aggressivo degli Artillery. Le successive “Khomaniac” e “Beneath The Clay” rappresentano due intricati, quanto fulgidi, esempi di thrash metal tecnico nei quali le doti dei musicisti risultano essere un semplice strumento che trasmette forti e contrastanti emozioni che creano un tutt’uno con la musica. La bellissima title track conferma le impressioni dei primi brani e si caratterizza per un utilizzo quasi schizzofrenico delle chitarre che, sulla base di un riffing molto ispirato e graffiante, ci dilettano con cambi di velocità di indubbia qualità. Se con la successiva “Bombfood” vengono richiamate in più occasioni le sonorità dell’opener, è con la successiva “Don’t Belive” che gli Artillery ci sorprendono dando vita, con un delicato utilizzo di chitarre acustiche, a quello che è il brano più melodico della propria discografia, senza per questo però disprezzare interessanti evoluzioni musicali.

Le successive “Life In Bondage” e “Equal At First” non brillano particolarmente all’interno del luminoso firmamento del disco, ma c’è ancora spazio per delle piacevoli sorprese finali come la cover di “Razamanaz” dei Nazareth e la rivisitazione di “Black In The Thrash”, brano originariamente presente nel precedente “Terror Squad”.


“By Inheritance” è senza alcun dubbio un classico del thrash metal nella sua versione più tecnica che torna, finalmente, a brillare grazie ad una ristampa particolarmente curata e ricca di materiale inedito: se ve lo siete lasciati scappare vent’anni fa non commettete lo stesso errore e correte a comprarlo.


Line-up:

Flemming Rønsdorf – lead vocals
Michael Stützer – guitar
Morten Stützer – guitar
Peter Thorslund – rhythm guitar
Carsten Nielsen – drums





01. 7:00 From Tashkent
02. Khomaniac
03. Beneath The Clay (R.I.P.)
04. By Inheritance
05. Bombfood
06. Don’t Believe
07. Life In Bondage
08. Equal At First
09. Razamanaz
10. Back In The Trash

Bonus Track (Demo):

11. Khomaniac
12. Don't Believe
13. Hey Woman
14. All For You
15. Blessed Are The Strong
16. Day Of Doom

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