Voivod
Infini

2009, Nuclear Blast
Prog Metal

Recensione di SpazioRock - Pubblicata in data: 08/07/09

Recensione a cura di Mario Munaretto

Voivod, una realtà che è stata sempre sinomino di originalità, sperimentazione ed eclettismo musicale, come testimoniato dalla violenza del rozzo thrash degli inizi, ascoltatevi "War And Pain" e "Rrröööaaarrr", passando per il trittico di cyber-thrash, composto dai capolavori "Killing Technology", "Dimension Hatröss" e "Nothingface", fino alle evoluzioni psichedeliche e progressive degli ultimi lavori. Voivod, mai fagocitati nella corrente del mainstream omologante e omogeneizzante, ma comunque affrancati dallo status di cult band della seconda metà degli anni Ottanta.

 

Voivod, una band che nel corso della sua esistenza ha affrontato episodi e situazioni difficili e molto dure da un punto di vista personale, come la fuoriuscita del bassista Jean-Yves "Blacky" Thériault all’inizio degli anni Novanta e quella del cantante Denis "Snake" Bélanger, qualche anno dopo; il grave incidente motociclistico al cantante-bassista Eric “E-Force” Forrester, che comporterà il suo abbandono e il momentaneo stand-by dell’attività dei Voivod, ripartita nel 2003 con l’inaspettata entrata in line-up di Jason "Jasonic" Newsted. Fino alla tragedia, la morte nel 2005 di Denis "Piggy" D'Amour, chitarrista e insieme al batterista Michel "Away" Langevin, fulcro vitale del combo canadese. Voivod, una carriera durata più di venticinque anni che si conclude con "Infini".

 

I Voivod portano a termine la pubblicazione dell’eredità musicale di Piggy, ricostruendo un’intero album intorno ai riff avanzati dai demo in precedenza utilizzati per "Katorz". "Infini" è un album difficile da ascoltare, su tutte i tredici brani aleggia un qualcosa di incompleto, incompiuto, indefinito, molto evidente in tracce come "God Phones", "Krap Radio" e "Pyramidome". A tutto questo si aggiunge l’interpretazione vocale di Snake, monocorde, piatta, quasi sforzata e il fatto che gran parte dei pezzi stessi suonino semplici e ripetitivi. Ci sono anche dei piccoli gioielli come la lisergica "Earthache", lo stoner sgangherato di "Destroy After Reading", lo space rock di "Morpheus" e la motörheadiana "Volcano".

 

Certo non deve essere stato facile per i membri della band portare a termine prima "Katorz" e poi "Infini", con il materiale di Piggy risalente alla fine del 2003, prima che si rivelasse la malattia. Estrapolato dal contesto della mutevole e complessa produzione dei Voivod, "Infini" resta quindi un omaggio a Piggy, un atto voluto e in parte dovuto, il cui valore esula dal contenuto prettamente musicale di questa grande e originale band. Voivod.





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