Tesla
The Great Radio Controversity

1989, Geffen
Hard Rock

Recensione di Daniele Carlucci - Pubblicata in data: 24/11/09

Al “cacciatore di talenti” Tom Zutaut (che scoprì i Motley Crue) va riconosciuto il merito di aver puntato forte su una band nord-californiana che è stata capace di vendere milioni e milioni di dischi in tutto il mondo a partire dagli anni ’80: i Tesla. Fondati nel 1982 dal bassista Brian Wheat e dal chitarrista Frank Hannon, i City Kid (questo il primissimo nome del gruppo) aggiungono il cantante Jeff Keith, il batterista Troy Luccketta (già drummer del futuro vocalist dei Mr. Big, Eric Martin) e il secondo chitarrista Tommy Skeoch. Dopo aver suonato dal vivo supportando artisti già molto noti, come i Dokken, i cinque di Sacramento attirano sempre più l’attenzione e i consensi del pubblico. E non Solo. Le proposte dei discografici iniziano ad essere sempre più numerose, ma è Zutaut che riesce a farli firmare per la Geffen Records (1985). I tempi per l’esordio a grandi livelli sono ormai maturi e la band, che nel frattempo ha cambiato il proprio nome in Tesla (in onore del grande scienziato Nikola Tesla), pubblica l’anno seguente il primo album “Mechanical Resonance” che regala al mondo un gruppo con un sound unico, subito riconoscibile.
Le influenze blues si mescolano e si fondono con riff e melodie aggressive e coinvolgenti, ai quali si aggiunge la graffiante voce di Keith. I Tesla riescono così a ritagliarsi uno spazio unico e ben definito nel panorama rock di quegli anni. Dopo il felice esordio il gruppo è chiamato alla prova più dura, la riconferma. Ciò che ne nascerà sarà probabilmente il loro miglior lavoro.


The Great Radio Controversy” viene dato alle stampe nel febbraio del 1989 e il suo titolo trova ispirazione dalla nota vicenda riguardo a chi abbia inventato per primo la radio tra Tesla e Marconi. Il sound dell’album è massiccio e la qualità nel complesso dei brani lo fa rientrare in pieno nella categoria dei masterpieces. Hannon e Skeoch sono particolarmente ispirati, la sezione ritmica di Luccketta e Wheat è ben solida e il tutto si colora con la versatilità di Keith alla voce, in grado di passare dai pezzi più tirati a quelli più lenti in maniera impeccabile. L’opener “Hang Tough” è forse il brano più azzeccato per introdurre l’intero disco, un pezzo caratterizzato da riff e ritornelli molto melodici e coinvolgenti che sfociano poi in un ottimo solo di chitarra. La tracklist scorre via passando per brani davvero di ottima fattura tra i quali spiccano “Lady Luck”, “Lazy Days, Crazy Nights”, “Did It For The Money” e “Yesterdaze Gone”. La parte finale è un crescendo in qualità che corona nella stupenda ballad “Love Song”, assolutamente da brividi. L’intro di Hannon  fa da preludio ad una coinvolgente e toccante canzone d’amore. Ottime anche “Flight To Nowhere”, “Party’s Over” e l’altra ballad (questa elettrica però) “Paradise” che si conclude in modo rabbioso.


I Tesla proseguiranno la loro brillante carriera fino al 1994, anno in cui si scioglieranno. Oggi la band è di nuovo insieme, grazie alla reunion del 2000 (per un nuovo album studio bisognerà aspettare però il 2004) con il solo recente forfait di Skeoch (2006), sostituito da Dave Rude. La band di Sacramento continua con successo a calcare i palchi di mezzo mondo e se avrete la possibilità di vederli dal vivo, non lasciatevela scappare, perché difficilmente rimarrete delusi. I Tesla sono una delle migliori band che gli anni ’80 ci abbia regalato, se già li conoscete godetene, se non li conoscete ancora… è ora di scoprirli!





01.Hang Tough
02.Lady Luck
03.Heaven's Trail (No Way Out)
04.Be A Man
05.Lazy Days, Crazy Nights
06.Did It For The Money
07.Yesterdaze Gone
08.Makin' Magic
09.The Way It Is
10.Flight To Nowhere
11.Love Song
12.Paradise
13.Party’s Over

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