Firespawn
Abominate

2019, Century Media Records
Death Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 07/06/19

Formati nel 2015, i Firespawn collocano già la loro terza ciliegina sulla torta sanguinolenta del death metal: dopo l'accattivante "Shadow Realms" e il brutale "The Reprobate", composto interamente dal chitarrista Victor Brandt, il supergruppo svedese, nel nuovo "Abominate '', cerca di distillare il meglio dai due LP precedenti, non sprangando la porta ad addenda (e frenate) di stampo sludge.
 
Il mix tra i vari elementi, favorito dal coinvolgimento dell'intera formazione nel processo creativo, conferisce all'insieme un'apprezzabile compattezza old school; i nostri, però, adempiono al ruolo di rullo compressore europeo in maniera convenzionale, impacchettando un prodotto senza particolari lacune, ma, di fatto, scolastico. Vista la qualità dei musicisti in gioco, era lecito attendersi quantomeno una conferma del percorso sin qui intrapreso: ora, però, i conti non tornano perfettamente.
 
Il disco viene caratterizzato da tempi sostenuti, eppure non così veloci: ad eccezione di una canonica "Heathen Blood" e della più epica e sfumata "The Undertaker", il combo preferisce costruire pezzi dalla grana massiccia, dissonanti e marziali. Aspetti che emergono nelle studiate "The Gallows End" e "Death And Damnation" e nell'arcigna title track: se il ritmo oppressivo imposto dalle melodie e dagli stacchi diventa, alla lunga, un autoblindo troppo pesante da guidare con disinvoltura, lo spettacolare ringhio di L-G Petrov ne riscatta alla grande il carente dinamismo. Buia e variegata, "The Great One" si pone, invece, un gradino sopra gli altri pezzi, anche per merito del basso wave di Alex Friberg; e mentre la devastante "Black Wings Of The Apocalypse" liquefa ogni residua speranza di vita, non basta l'ingegnoso riff d'apertura di "The Hunter" o la solidità dismemberiana di "Blind Kingdom" per promuovere a pieni voti un album nel complesso discontinuo e, a tratti, macchinoso.
 
Ad "Abominate" manca quel mordente che un adepto del metallo della morte sa riconoscere a chilometri di distanza: davvero un peccato, considerando l'esperienza e le capacità dei membri dei Firespawn. Oggi band distratta, domani chissà.




01. The Gallows End
02. Death And Damnation
03. Abominate
04. Heathen Blood
05. The Great One
06. Cold Void
07. The Hunter
08. Godlessness
09. Blind Kingdom
10. The Undertaker
11. Black Wings Of The Apocalypse

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