Anekdoten
Until All The Ghosts Are Gone

2015, Virta
Prog Rock

Recensione di Riccardo Coppola - Pubblicata in data: 17/04/15

Siamo sempre i primi ad accusare il prog di essere un genere manieristico, elitaristico, narcisistico e tanti altri brutti aggettivi similmente terminanti, lo ammettiamo. Poi però, più spesso di quanto si vuole ammettere, ci si scontra con la realtà dei fatti e con quel concetto -tanto chiaro a Eraclito e ai Negramaro- dell'indefesso scorrere del tempo, e ci si rende conto di come le cose cambiano, eccome se cambiano. Facile trovare un comune denominatore se si prende una band emblematica del prog dei primi anni Zero e una di oggi: la gente si va addolcendo e innamorando, lo shredding neoclassico viene cancellato dai delay e dai padding, si assiste all'ennesimo ritorno in forze degli "elementi anni '70". Cose del genere.

Fatta questa premessa qualunquista e generalizzante, si può ora passare alla prima conclusione di questa recensione: per gli Anekdoten così non è. Gli Anekdoten di oggi suonano infatti identici a quelli che erano spuntati a metà degli anni '90, con una tastierista in primissima fila che suonava anche il violoncello (!), con un sound lacrimevolissimo e atmosferico, inaugurando così una florida ma globalmente pressappoco ignorata prima corrente di prog alternativo svedese. Gli stessi che continuavano imperterriti impernati sulle loro coordinate, fino a uscire con l'ottimo "Ricochet" otto anni fa, per poi sparire nel nulla. Rimanendo defilati, osservando gruppi inabissati in marcissime tenebre tendenti al doom che emergono verso un prog-pop infarcito di tastiere, cattivoni come Akerfeldt che smettono di growlare per cominciare a fare i soffici nostalgici, impronosticabili quanto sfavillanti scene est-europee che si portano alla luce e alla ribalta.

Con "Until All The Ghosts Are Gone" gli Anekdoten confermano, oggi, questo loro rarissimo status di band che taglia trasversalmente attraverso le epoche del suo genere; questa curiosa posizione di band che ha in verità ispirato tutti coloro che oggi, a un ascolto non consapevole, sembrerebbero suoi precursori. Perché le parti dissennate di chitarra dell'opener "Shooting Star" sono facilmente confondibili con le migliori parti degli Opeth di "Heritage" (rimossa però, accuratamente, la patina di indolente superficialità che avvolge tale controverso album); le sviolinate e le ottimistiche romanticherie conclusive di "Get Out Alive" sono assimilabili ai cavalli di battaglia di tante suite degli Anathema; la prominenza del basso (e soprattutto il pedissequo dubbing delle quattro corde, ad opera di azzeccate tastiere) somiglia tanto al verbo che i Riverside cercano di diffondere da svariati anni a questa parte.

Ma basta far scorrere tutto l'album, fino in fondo, per rendersi conto di quanto omogeneo, spontaneo, unico e paradossalmente ancora "fresco" riesca a mostrarsi il sound degli Anekdoten: un prog sostanzialmente incontaminato, che rievoca con assoluta consapevolezza le schizofrenie dei King Crimson e i flauti dei Jethro Tull, inserendoli in un'architettura che non scricchiola mai neanche per un istante, in brevi ballate (la suadente e ammiccante all'acustico "If It All Comes Down") così come in lunghissimi e tetri brani strumentali (la conclusiva "Our Days Are Numbered"). "Until All The Ghosts Are Gone" è un saggio di classe e un'opera che fotografa perfettamente quello che è ed è stato il prog, negli ultimi dieci anni. Non un disco perfetto, sia chiaro: manca quella versatilità, quel piglio più "rock" che la band non ha mai avuto, e che lo renderebbe forse più godibile, sicuramente meno articolato e cerebrale. Ma indubbiamente un album da ascoltare con debita attenzione, e un promemoria che possa rinfrescare, agli amanti del genere che fossero macchiati dell'ingiustificabile peccato di non conoscere questi svedesi, la necessità di aggiungere un fondamentale tassello alla propria collezione musicale.



01. Shooting Star
02. Get Out Alive
03. If It All Comes Down
04. Writing On The Wall
05. Until All The Ghosts Are Gone
06. Our Days Are Numbered

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