Mogwai
As The Love Continues

2021, Rock Action
Post-Rock

Arrivata al decimo album in studio, la band scozzese mostra ancora talento, classe e una grande capacità emotiva
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 21/02/21

Sono passati quasi 4 anni dall'uscita di "Every Country's Sun", ma in questo periodo i Mogwai non sono certo rimasti con le mani in mano. Compiuti due tour mondiali, nel secondo dei quali si è anche rivisto lo storico batterista Martin Bulloch dopo un problema alla schiena che lo aveva tenuto ai box, la band scozzese ha messo la firma sulla colonna sonora della serie "Zero Zero Zero" e, nell'ultimo periodo, si è dedicata alla pubblicazione del decimo album in studio, intitolato in modo quasi profetico "As The Love Continues".

 

Questo nuovo lavoro contiene infatti un grande senso di continuità con i dischi precedenti, andando a sottolineare ancora una volta un percorso evolutivo valido e coerente, che la band segue ormai dai propri esordi. Dopo aver scritto gli album manifesto del post-rock moderno, più di 20 anni fa, i Mogwai hanno costantemente arricchito e affinato il proprio sound, andando a costruire uno stile che, per quanto sia stato di ispirazione ad una moltitudine di band negli ultimi due decenni, rimane ancora oggi fortemente personale e riconoscibile. Abbandonate ormai quasi completamente le canzoni lunghe e articolate, il quartetto, lascia il proprio marchio su brani più brevi, immediati e relativamente orecchiabili, in cui post, pop e rock si inseguono, ricreando un panorama in cui tutto si trova correttamente al proprio posto. Il sound di fondo rimane quindi quello caratteristico della band, colmo di distorsioni graffianti e riverberi e capace allo stesso tempo di avere la vigoria di un pugno in faccia e la sensibilità di una carezza.

 

Quello che forse si fa notare maggiormente è un rinnovato utilizzo di sintetizzatori e tastiere, sempre usate anche in precedenza, ma che in alcuni brani ricoprono un ruolo centrale, al pari delle roboanti chitarre. È il caso del primo singolo "Dry Fantasy", pezzo prototipo in crescendo dei Mogwai, in cui il delicato arpeggio viene sostituito dai soffici synth, a cui si aggiungono poi il resto degli strumenti. Territori noti vengono ripercorsi anche in "Richie Sacramento", unico brano cantato da Stuart Braithwaite, che ricorda infatti "Party In The Dark", mentre accenni del passato permeano l'opener "To The Bin My Friend, Tonight We Vacate The Earth", forse il pezzo più prettamente space, che dagli introduttivi suoni dark cresce fino alle tipiche distorsioni grezze e abrasive. Sulla stessa lunghezza d'onda sono "Drive The Nail" e la spettacolare "It's What I Want To Do, Mum", brano in cui la band si mostra in tutta la propria magnificenza e intensità emotiva. Pezzi meno caratteristici, ma comunque riusciti sono, invece, "Fuck Off Money", sicuramente straniante a un primo ascolto e "Midnight Flit", in cui sono gli archi a prendere il sopravvento e a trascinarci in un'atmosfera semplicemente fatata. Altre tracce, diverse della forma, ma ugualmente coinvolgenti sono "Supposedly, We Were Nightmares" e "Ceiling Granny", che esprime con esuberanza il dualismo tra pura melodia e distorsione al limite della cacofonia, posizionandosi tra i brani migliori del lotto.

 

Anche per il modo in cui si incastra perfettamente all'interno della loro discografia, rimane difficile fare grossi paragoni in termini di qualità con gli album precedenti. Rimane certo il fatto che i Mogwai siano riusciti, ancora una volta, a mettere la firma su un lavoro più che valido, coerente e con la giusta dose di novità, che permette a "As The Love Continues" di assumere forma e senso logico nella già ricchissima carriera della band. L'unica grande delusione (ovviamente indipendente dal lavoro del quartetto) sarà dovuta al fatto di dover aspettare mesi prima di poter sentire questi nuovi pezzi dal vivo, sicuramente la dimensione che meglio rispecchia la magia, la sensibilità e le esplosioni emotive che i Mogwai hanno dimostrato di saper ancora regalare.





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