Hollow Haze
Between Wild Landscapes and Deep Blue Seas

2019, Frontiers Music s.r.l.
Melodic Metal

Con "Between Wild Landscapes and Deep Blue Seas", gli Hollow Haze firmano un platter di grande potenza ed emotivamente coinvolgente.
Recensione di Matteo Poli - Pubblicata in data: 14/07/19

Nel 2015, con l'abbandono del fondatore Nick Savio in favore del nuovo progetto Eternal Idol insieme al noto power metal vocalist Fabio Lione (AngraRhapsody), a Camillo e Giorgia Colleluori e a Andy Buratto (Hell In The ClubSecret Sphere), gli Hollow Haze erano dati per spacciati. La band era in attività dal 2003, ma le incomprensioni tra i membri la avevano portata sul proverbiale binario morto. Alla fine, Nick lascia gli Eternal Idol e, in compagnia dell'antico sodale Davide Cesaro, decide di ripartire da zero con una line-up nuova fiammante e un nuovo sound. Recluta Fabio Dessi (Arthemis) alla voce e Paolo Caridi (MLB) alla batteria e la nave è pronta al varo.


Il risultato in studio è "Between Wild Landscapes and Deep Blue Seas" un album fresco se pur non innovativo, molto melodico e con distese digressioni strumentali, come da tradizione negli Hollow Haze, ma anche con una leggerezza accattivante, sempre mai troppo discosta dall'ortodossia del power metal americano di metà '80 (Savatage in testa, ma anche i migliori Angra, gli Omen, i Vicious Rumors) corretto dal symphonic metal, soprattutto italico, che sembrano i principali punti di riferimento compositivi del platter.


C'è melodia, epicità e sinfonia, come ogni fan del genere pretende; e se il peso della tradizione si fa qua e là troppo invadente il gusto è sempre pronto a correggerne un po' il tiro. Gli arrangiamenti orchestrali di Savio sono la pietra angolare del loro sound, delizia dei fan e croce dei detrattori. Le prestazioni di grande versatilità del vocalist assicurano equilibrio e carattere all'intero lavoro, in cui a tratti prevale la carica (l'opener "Destinations", "Through Space And Time"), a tratti l'intimismo ("I Will Be There"). La produzione è limpida e potente, per un ascolto metal estivo di grandi abbandoni emotivi e non troppo impegnativo sul piano della composizione, come si addice alle alte temperature. Corroborante pare sia stato il passaggio alla nuova etichetta Frontiers Music e auguriamo ogni bene al futuro degli Hollow Haze: la "New Era" da loro suonata e incarnata pare nascere sotto buoni auspici.





01. Destinations
02. Oblivion
03. It's Always Dark Before The Dawn
04. Through Space And Time
05. I Will Be There
06. The Upside Down
07. New Era
08. A different Sky
09. Resurection
10. You Are My And And My Beginning
11. Behind The Wall

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