Plague Vendor
By Night

2019, Epitaph Records
Alternative Rock

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 26/06/19

"Am I just losing my mind? Am I just passing the time? Am I just falling in love? Or am I all of the above?"
 
Delay, overdrive, riverberi: stiamo parlando dei Black Rebel Motorcycle Club? Forse dei The Strokes? Certo che no, nonostante la filiazione diretta: giunti al terzo album in studio i Plague Vendor, pur conservando integra quell'attitudine garage che ha permesso loro di uscire dall'anonimato dell'assolata California, pensano bene di ampliare la gamma delle proprie influenze stilistiche. A un primo assaggio, "By Night" si presenta come una scarica di adrenalina quasi travolgente, in cui, a tratti, l'eccessiva intensità e saturazione del sound non ne permette un'immediata scomposizione in singoli componenti; un ascolto meno superficiale, invece, rivela una calibrata ed eccitante mistura di elementi che richiamano il proto punk di MC5 e The Stooges, il rock acido di fine anni '70, la psichedelia hendrixiana, il furore del noise, i sintetizzatori. Ingredienti amalgamati a dovere da John Congleton, produttore anticonvenzionale ed eclettico per antonomasia.
 
La forza dell'album risiede nel suo aspetto viscerale: c'è qualcosa di profondamente sentito tra i solchi del platter, l'urgenza di comunicare e travolgere, il presagio di trovarsi in una vertigine di norme abolite. Serate senza scopo né termine, il filtro della percezione alterata, la stanchezza, le luci al neon, la musica ad alto volume: le tracce entrano in profondità nell'ambigua ebbrezza della confusione mentale. I breakbeat della batteria di Luke Perine e il basso darkwave di Michael Perez impostano un ritmo sincopato che attraversa l'intero disco, un battito cardiaco in perenne pulsazione che rende "New Comedown" e "All Of The Above" allo stesso tempo minacciose e dannatamente radio oriented
 
Un percorso biunivoco seguito dalle chitarre sporche e nervose di "Nothing's Wrong", dal noir ipnotico di "Prism", dall'hardcore indolente e spigoloso di "White Wall", dall'elettricità power di "My Pocket": il singer Brandon Blaine alterna non soltanto recitativi e strappi al vetriolo ("Snakeneskin Boots"), ma appare convincente anche quando bisogna evocare stati allucinatori ("Night Sweats", "Pian In My Heart") o immergersi in un mare di drone anfetaminico ("Let Me Get High/Low"). 
 
Nel brusco grido di feedback che mette la parola fine a "By Night" si desume il reale messaggio dei Plague Vendor: se non esistono risposte assolute, meglio andare in corto circuito che affidarsi a false sicurezze. Spingendo a tavoletta, sempre.

 





01. New Comedown
02. Nothing's Wrong
03. All Of The Above
04. Let Me Get High\Low
05. Prism
06. White Wall
07. Night Sweats
08. Pain In My Heart
09. Snakeskin Boots
10. In My Pocket

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