Celeb Car Crash
Ambush!

2013, Antstreet Records
Hard Rock

Recensione di Federico Mainardi - Pubblicata in data: 14/05/13

“…se dici qualcosa lo snobbismo diffuso farà si che la tua sia sola una pallida imitazione di un qualcosa che già esiste, una patetica citazione, su una bacheca virtuale, di una band, di una celebrità, di un poeta, di un filosofo che ti ha battuto sul tempo perché nato dai cento ai duemila anni prima. Se stai zitto muori dentro a poco a poco e quindi urla, almeno per creare un curioso incidente sonoro. Fallo per te stesso, per i tuoi affetti, per quello in cui credi, per la passione che nutri, non c'è nulla da perdere in questo universo dove tutti sono delle celebrità, dei musicisti, degli attori, dei fotografi e degli artisti.”

Queste righe fanno parte delle note biografiche, più che altro una dichiarazione di intenti, diffuse dai Celeb Car Crash, band di rockers nostrani. Cosa pensarne? Il gruppo è incappato in un recensore addirittura convinto che nella storia dell’espressione umana il grosso sia citazione, magari involontaria… citare, però, significa richiamare alla mente, far convergere le idee, mettere in moto ciò che sarà prima emulazione, poi stile e infine diventerà tradizione. Senza citazioni ci sarebbero solo incidenti sonori senza seguito, più enigmatici che significativi.

Non mi sembra, questo, il caso dei Celeb Car Crash, che in “Ambush!” danno prova di aver ben assimilato un’ampia fetta del rock contemporaneo, Foo Fighters ed Alice In Chains in primis, padroneggiandone l’essenza. Tra le tracce meglio riuscite “Tied Up”, dapprima in crescendo, con l’attacco della voce che fa eco ad un certo Kurt Cobain, poi abbastanza variata e con un finale arioso, e l’energica “Get More”, piena di riverbero, giocata su ritmiche arcinote ma sempre efficaci. Due brani spiccano per il pregevole lavoro chitarristico: l’originale “Jerk”, dove la voce ripropone una ritmica della chitarra a metà pezzo, in un bel gioco di specchi, e la coinvolgente “Doroty”. Convincono pure “Something Wrong About Him”, ben costruita, e la conclusiva “Bushido”; le altre tracce si attestano tutte su una buona qualità, pur senza lasciarsi ricordare per particolari doti (fa eccezione la strana “I Am The Walrus”, che infatti è un brano dei Beatles). Eccellenti la registrazione ed il mastering, in grado di fare la differenza conferendo corpo e robustezza alle composizioni.

Un buon disco, energico e smaliziato, che occasionalmente si guadagna delle lodi e sicuramente non merita biasimo: la buona prova di esordio di una band promettente.



01. Floating
02. Dead Poets Society
03. Celeb Car Crash
04. Tied Up
05. Get More
06. Blinded By The Light
07. Jerk
08. Something Wrong About Him
09. Dorothy
10. I’m Wear Black Cause I’m Blue
11. The Runaways
12. I Am The Walrus (Beatles cover)
13. Bushido

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