Christine & The Queens
Chris

2018, Ims-Caroline Int. Li
Pop

Recensione di Fabio Rigamonti - Pubblicata in data: 01/11/18

Christine & The Queens, elegante acronimo dietro cui si “nasconde” la francese Héloïse Letissier, aveva un abnorme problema da affrontare con la sua seconda opera in studio titolata, emblematicamente, “Chris”.  Il fatto è che quando esordisci sul mercato con un disco oltremodo spettacolare, lo traduci in inglese un anno dopo la sua uscita, poi trascini la promozione per altri due anni un territorio alla volta, la conquista dei fan sarà sì studiata ed efficace come una buona mano di Risiko, ma al contempo ti espone nei confronti di aspettative a dir poco soverchianti.

Ci siamo presi il dovuto tempo prima di scrivere questa recensione, perché se il risultato fosse stato altrettanto brillante come “Chaleur Humaine” non ci sarebbero state questioni da sollevare; purtroppo, come invece la data di pubblicazione ampiamente suggerisce, anticipiamo tutto dicendo che la prova non può dirsi fallita, ma gli esiti sono ciononostante oltremodo deludenti.
 
Nel dettaglio, la sindrome “Of Monsters And Men” si traduce, in terra d’oltralpe, con un disco chiaramente ispirato al funky r-n-b anni’80, a tal punto che il primo singolo “Girlfriend” sembra uscito direttamente dall’era Billie Jean dell’inimitabile Michael Jackson, ispirazione musical del video inclusa (“Rent” diremmo, in particolare).
 
Nulla di male, penserete voi, gli anni ’80 sono ancora soverchianti nel nostro presente musicale e non affermereste nulla che non sia vero; nel caso di Christine, inoltre, l’operazione sarebbe anche in un certo senso lecita, visto che, all’epoca dell’esordio, veniva sin troppo spesso paragonata al grande Michael.
Il problema sta tutto lì però: “Chris” è un disco che omaggia perfettamente quella scena, ma si dimentica quasi di tutto il resto, rendendo il tutto scarsamente affascinante, perché se vuoi essere retromaniaco ed al contempo interessante oggi, non ti basta di certo l’esercizio di stile. Ed Héloïse era molto più di stile: era quel vento caldissimo della grande chanson d’amour francese che si innestava meravigliosamente con un algido e calcolatore senso elettronico contemporaneo, senza dimenticarsi di essere tremendamente pop nelle melodie.
 
Oggi di quella suggestione emotiva così unica rimane un pallido e sbiadito ricordo, che sopravvive unicamente su “The Walker”, sulla buona “maleducazione di “Goya Soda” e sul downtempo pulsante ed oscuro di “Whats-her-face”. E non è un caso che l’unica rilettura del funky davvero riuscita ed originale risieda sul disco 2 dell’opera, quella “Le G” che non ha trovato spazio sul lato inglese dell’inciso.
Già, perché l’altro motivo di interesse sul progetto Christine & The Queens – ovvero la schizofrenia linguistica, che sapeva tradursi in passato anche in meravigliosa sregolatezza musicale – oggi è ancora presente, al punto da dedicare all’opera in lingua francese un secondo disco gemellare apposito. E non cambia solo la lingua: i testi sono completamente riscritti, e spesso la canzone in inglese tratta temi diversi rispetto alla controparte francese.
 
Sono due lati talmente diversi di una stessa medaglia, dove tendiamo nettamente a preferire il versante francese, quello dove Héloïse canta con intonazioni più libere e sentite, segno che non c’è nulla da fare: la lingua con cui l’artista pensa naturalmente la canzone è sempre quella che riesce meglio, e Christine in questo non fa eccezione.

Talmente meglio riuscita la parte francofona dell’opera, che le permette di guadagnare quel fatidico mezzo punto in più, arrivando alla sufficienza. Con questo non vogliamo affermare che “Chris” sia scarso: la produzione ed arrangiamento sono stellari, e le melodie comunque tutte ben riuscite.
La questione però rimane, ovvero l’interesse: “Chris” non è un disco interessante. E’ un “uno, nessuno, centomila” che, francamente, non ci saremmo aspettati dalla Letissier, date le premesse ad inizio carriera. Una delusione amara che ci spinge nel concludere dicendo che il disastro, forse, sarebbe stato preferibile a questa confortevole noia stilosa. Su tutto, però, ci auguriamo che Christine & The Queens sappia ritrovare con maggiore convinzione il cuore in futuro, e faccia tacere un po’ la mente.

Perché non basta essere queer ed overgender. Non nel 2018, non dopo un disco come quello di SOPHIE, non dopo un esordio così palpitante di cui conserviamo ancora così appassionata memoria.





Disc 1:
01. Comme Si
02. Girlfriend (Ft. Dàm-Funk)
03. The Walker
04. Doesn’t Matter
05. 5 Dollars
06. Goya Soda
07. Damn (What Must A Woman Do)
08. Whats-her-face
09. Feel So Good
10. Make Sense
11. The Stranger

Disc 2:
01. Comme Si On S’amait
02. Damn, Dis-moi (Ft. Dàm-Funk)
03. La Marcheuse
04. Doesn’t Matter (Voleur De Soleil)
05. 5 Dols
06. Goya! Soda!
07. Follarse
08. Machin-chose
09. Bruce Est Dans Le Brouillard
10. Le G
11. Les Yeux Mouillés
12. L’ètranger (Voleur D’eau)

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