Codeina
Allghoi Khorhoi

2014, Autoproduzione
Alternative Rock

Recensione di Gaia Minozzi - Pubblicata in data: 04/08/14

I Codeina sempre nell'indefinito si muovono: dalla macchie di Rorschach alla leggendaria creatura mortale che è l'Allghoi Khorhoi, proveniente dal lontano deserto dei Gobi. L'orripilante verme striscia con destrezza fra grunge, ambient, alternative, psichedelia e intriganti giri di basso.

 

Le tracce sembrano l'una la naturale evoluzione dell'altra, un maratona che toglie quasi il respiro, così dalla dinamica e interessante "Pasta madre" si passa a "Kiwi", a dir poco tragicomica; stupisce la parentesi di dolcezza che è "Cascando" dove quasi ci si può lasciare ipnotizzare dalla chitarra. "Appeso" è la ripresa in grande stile, musicalmente ma soprattutto testualmente, basti considerare che inizia con "se Giuda a cena siede accanto a me, ciò nonostante mangio e godo", ed esplode in "Crepa" che se ascoltata da mia nonna porterebbe l'album (o l'animorfa chiavetta USB) a un prematuro bagno nell'acqua santa, prima ancora che si arrivi all'altrettanto dissacrante "Dio ci pulisce". La disposofobia dei fratelli "Langley & Homer Collyer" è la degna chiusura strumentale all'atto ossessivo compulsivo che è "Allghoi Khorhoi".

 

Un bel thriller di 44 minuti che per alcuni colpi di scena ("Pasta Madre", "L'Appeso", "Ieri") non annoia, dove voce e musica si incastrano e confondono perfettamente, così come genialità e demenza.





01. 22 dicembre
02. Pasta madre
03. Kiwi
04. Medea
05. 71
06. Cascando
07. L'appeso
08. Crepa
09. Hikikomori
10. Ieri
11. Dio ci pulisce
12. Langley & Homer Collyer

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