Corroded
Bitter

2019, Despotz Records
Alternative Metal

I Corroded tornano con un album colmo di rabbia.
Recensione di Mattia Schiavone - Pubblicata in data: 28/01/19

Giunti al quinto album in studio, c'è chi si aspettava il vero salto di qualità dai Corroded. La band alternative metal svedese, nonostante il buon successo riscosso in patria e i numerosi palchi europei calcati come headliner, non è però ancora riuscita a sfondare nel vecchio continente. Dopo la pubblicazione di "Defcon Zero" e le relative date, il gruppo si è messo al lavoro per mettere la firma su "Bitter", nuovo album che vede finalmente la luce.

 

Diciamolo subito: il compito si può definire riuscito a metà. Ancora una volta la band riesce a proporre elementi accattivanti, con un buon equilibrio tra melodia e potenza, senza però essere in grado di tenere alta la media per tutte le tracce del lotto. Si notano infatti nella tracklist cali di idee tradotte in parti francamente troppo simili tra loro, che non si limitano a proporre lo stile omogeneo della band, ma risvegliano diverse sensazioni di deja vu. Dall'altra parte, abbiamo in alcuni episodi elementi che poco si adattano all'atmosfera generale, come lo straniante inserto acustico in "Burn". A fronte di questi difetti, ci troviamo davanti a brani comunque piacevoli e granitici, sempre intrisi di una grande rabbia. La stessa band ha dichiarato che il titolo dell'album e le canzoni contenute in esso sono il riflesso del clima sociale mondiale, intriso di odio e ingiustizie. Brani come l'opener "Breathing" (dopo l'intro strumentale "Bitter"), "Testament" e "Destruction", risvegliano le sensazioni precedentemente descritte, grazie soprattutto ai riff monolitici e alla voce brutale e sporca di Jens Westin, protagonista dell'opera. Tra gli esperimenti meglio riusciti dell'album si colloca invece "Black", un oscuro brano in crescendo, che, a partire dal freddo arpeggio iniziale, si snoda attraverso diversi contesti, fino al bridge colmo di energia e foga.

 

"Bitter" è un album composto da diverse canzoni molto piacevoli se prese singolarmente, ma che alla lunga risulta forse un po' troppo ripetitivo e a tratti confusionario. Da lodare sono invece i suoni e la produzione grezza ma perfetta per il tipo di musica proposto. Pur senza riuscire a far esplodere i Corroded sul mercato, il lavoro sarà sicuramente apprezzato dai fan e dalla fetta di pubblico che attendeva con ansia il ritorno del quartetto svedese.





01. Bitter (Intro)
02. Breathing
03. Cross
04. Burn
05. Black
06. Testament
07. Scream
08. Cyanide
09. Destruction
10. Time
11. Drown
12. War

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