Cryptosis
Bionic Swarm

2021, Century Media Records
Progressive Thrash Metal

Recensione di Giovanni Ausoni - Pubblicata in data: 22/03/21

La sopravvivenza risulta sempre inseparabile dall'evoluzione: considerazione che ha portato i Distillator, gruppo thrash di stampo revivalista e di ispirazione teutonica, ormai ingabbiato in un sound ristretto e convenzionale, a chiudere definitivamente bottega. I suoi tre componenti, invece di deporre le armi, si reincarnano, ora, nel progetto Cryptosis, desiderosi di evadere dalla routine e mossi dall'ambizione di esplorare nuovi territori. Del resto, "Transmission Of Chaos", lo split con i Vektor uscito nel febbraio di quest'anno, parlava estremamente chiaro, con gli olandesi tesi a impregnare di progressive futuristico e distopico il loro genere preferito, seguendo l'esempio dei più esperti e noti colleghi statunitensi. Anche se, a dire il vero, il songwriting di "Bionic Swarm", pur nutrito di influenze multiformi, non appare mai troppo intricato né ricorre a soluzioni cervellotiche, assestandosi su una linea di galleggiamento tra la sperimentazione oculata e la ricerca dell'orecchiabilità.

 

L'introduzione "Overture 2149" e l'intermezzo "Perpetual Motion", entrambe strumentali, palesano, infatti, l'obiettivo del gruppo: creare un universo cinematografico a carattere sci-fi nel quale poter poi inserire tastiere subliminali e spunti black/death/heavy senza che venga meno l'equilibrio e la razionalità dell'insieme. Così "Decipher" si apre con grande sfarzo, sorretta da un main riff drammatico e da sintetici arrangiamenti orchestrali à la Dimmu Borgir, mentre la velocità scalare della chitarra e il timbro acuto di Laurens Houvast provvedono a innaffiare il brano di leggere tinte old school.

 

Nessuna pretesa di magniloquenza, al contrario, per "Death Technology", che punta le proprie fiches sulla tecnica applicata al dinamismo, un po' come accade negli slanci poderosi ed esplosivi di "Trascendence", "Conjuring The Egoist" e "Game Of Souls". "Prospect Immortality", invece, combina il know-how avanguardista dei Coroner con l'austerità industrial dei Godflesh: un pezzo imperioso, florido di contrappunti e dissonanze, quasi un tentativo di raggiungere l'immortalità attraverso metamorfosi incessanti. Con il mid-tempo "Mindscape" l'atmosfera diventa solenne e minacciosa, prima che la frenesia slayerana di "Flux Divergence" polverizzi ogni microscopico residuo di pensiero umano.

 

Forti anche di una produzione chirurgica che, oltre a evidenziare il grande lavoro al basso di Frank De Riet, riesce a restituire quel mood algido adatto al concept tecnofobico del disco, i Cryptosis marcano un debutto sicuramente positivo, polimorfo ed elegante. A parte qualche manierismo e dei testi non esattamente originali, "Bionic Swarm" non lascia certo a bocca asciutta chi, curioso, ne attendeva l'uscita.





01. Overture 2149
02. Decypher
03. Death Technology
04. Prospect Of Immortality
05. Transcendence
06. Perpetual Motion
07. Conjuring The Egoist
08. Game of Souls
09. Mindscape
10. Flux Divergence

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